Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Axa «Le banche? Non fanno per noi»

di Stefano Montefiore

I suoi antenati remoti hanno fatto le Crociate, quelli prossimi la guerra contro i nazisti nelle file di De Gaulle e le campagne di Indocina e Algeria. Il 56enne Henri de Castries, V conte della famiglia di Montpellier, invece di scegliere la carriera militare ha preferito frequentare l’Ena — con Ségolène Royal, Dominique de Villepin François Hollande come compagni di classe — e poi entrare nell’ entourage del premier Edouard Balladur. Dal 2000 de Castries è a capo del gigante Axa, numero uno mondiale delle assicurazioni, e spiega così il fatto che sua società e Generali siano state le uniche due grandi compagnie europee capaci di attraversare senza troppi scossoni la crisi: «Siamo sempre rimasti focalizzati sul nostro mestiere, senza tentare penetrazioni in territori diversi. Quando c’era la moda delle banche-assicurazioni, e assicurazioni cercavano di comprare grandi banche o fondersi con loro, Axa e Generali hanno saputo resistere. Per quanto riguarda Axa, abbiamo comunque sviluppato attività di banca-assicurazione ma sotto la forma di joint venture, di collaborazioni con un partner già affermato. Il caso italiano è significativo, il successo dell’alleanza con Monte dei Paschi è spettacolare: interessi comuni, nessuna confusione di ruoli. Noi restiamo una compagnia di assicurazioni» . Numeri De Castries commenta i risultati di un anno 2010 giudicato «di cerniera» , un periodo di transizione tra il contesto difficile della crisi e un ritorno alla crescita economica che deve consolidarsi. L’utile netto, a 2,75 miliardi di euro, è in calo del 24%rispetto all’anno precedente «ma questo si spiega con la cessione delle attività nel Regno Unito, che producevano guadagni non all’altezza delle nostre aspettative» . In 25 anni Axa — dice ancora de Castries — è riuscita a costruire posizioni molto solide in tutto il mondo, siamo il primo assicuratore per le polizze sulla vita, il terzo o quarto per quelle sugli incidenti. Abbiamo usato il 2010 per adattarci alle nuove prospettive e per ristrutturare la compagnia, creando due linee di management (una per la vita e l’altra per gli incidenti) e soprattutto dando spazio a una nuova classe dirigente. Affrontiamo il 2011 con nuovi responsabili per le aree Stati Uniti, Francia, Europa del Nord, Sudest asiatico. Qual è stata la lezione principale della crisi finanziaria? «Abbiamo capito che occorre essere più agili. Abbiamo venduto le attività tradizionali nel Regno Unito e abbiamo spostato le risorse nei Paesi emergenti, per esempio in Cina con l’accordo molto importante con Icbc» , spiega. Il 2010 ha deluso per l’asset management, che ha visto delle uscite di capitali più importanti di quello che avevamo previsto all’inizio dell’anno. «Abbiamo preso le misure necessarie e pensiamo che il potenziale di recupero nel 2011 sarà notevole» , promette de Castries. Quali considera essere punti di forza di Axa per il futuro? «L’essere concentrati sul nostro core business , che l’assicurazione, e l’avere coltivato la diversificazione al suo interno, fondamentale perché permette di ridurre i rischi. Il fatto poi di avere una grande rete sul territorio è un atout considerevole. Questo non significa che non dobbiamo essere molto attenti nello sviluppo dell’assicurazione diretta, via telefono e via Internet» . Impegni Il livello di indebitamento di Axa preoccupa gli investitori? «Abbiamo capito che attorno a questo tema c’è molta sensibilità. Nel 2010 tasso ha toccato il 28%, che è una cifra a mio parere non eccessiva, ragionevole. Ci impegniamo comunque mantenere l’indebitamento entro una forchetta tra il 25 e il 30%. Più vicino 25%, tutte le volte che è possibile» , promette de Castries. Axa è stata criticata in passato per non essere stata tra le prime a puntare con forza sui Paesi emergenti. «mercati maturi, che l’anno scorso non erano alla moda, continuano a costituire l’ 80%della ricchezza mondiale. A mio parere abbiamo fatto bene consolidare lì le nostre posizioni, cercando di essere più selettivi, abbandonando le situazioni poco interessanti (Australia e Inghilterra) puntando sui settori, come sanità e le previdenza, che si stanno dimostrando più redditizi» , contrattacca de Castries. La corsa agli Emergenti è comprensibile, ma sconta anch’essa un elemento di emulazione, di tendenza fare come fanno tutti. Resta il fatto, comunque, che negli ultimi anni, specie durante la crisi, sono state fatte poche operazioni nei Paesi emergenti, e quelle poche — aggiunge de Castries — le abbiamo fatte noi. Si tratta quindi in gran parte di una fama immeritata. Quali sono le aree che considerate più interessanti? «Se nei mercati maturi la parola chiave è selettività, quelli emergenti sarà aggressività. Nell’anno appena passato ci siamo preparati perché nel 2011 Axa sia più aggressiva in luoghi dove è possibile realizzare ottimi margini, per esempio Azerbaijan, Ucraina, Bielorussia, Marocco e Turchia. Siamo ancora assenti in Sudamerica, è vero, ma entreremo in Brasile o Colombia alla prima occasione» . Axa è soddisfatta della sua presenza in Italia? «Molto, un mercato estremamente importante nel quale le nostre principali attività sono concentrate su due filoni: Axa assicurazioni la nostra partnership con Monte dei Paschi, la più antica banca italiana e la terza rete per diffusione in Italia. Da voi la tendenza alla banca-assicurazione è meno sviluppata che Francia, credo che ci siano margini per ulteriori progressioni. Nei prossimi giorni partirà una campagna sulla nostra partnership con Monte dei Paschi. Associare le nostre due immagini è un modo per avere una penetrazione molto importante sul mercato italiano» . E le voci di nuove acquisizioni? Per esempio di Sai Fondiaria? «Per noi non c’è niente di speciale da dire sull’argomento e non c’è nulla di nuovo rispetto a quanto abbiamo detto in passato. Molti altri sono interessati a Sai Fondiaria. Axa punta a rafforzare la configurazione che esiste già che funziona benissimo, magari ampliando la sua rete agenti» , conclude de Castries.

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

La segnalazione di Bankitalia su un’ipotesi di falso in bilancio rende legittimo il sequestro del ...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Illimity Bank e un’affiliata di Cerberus capital management hanno perfezionato un’operazione di ...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

È ancora presto per dire che quello della raccolta di denaro fresco per le banche italiane non rapp...

Oggi sulla stampa