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Avvocatura vs Cancellieri

Si infiamma lo scontro tra il ministro della giustizia e l’avvocatura. Ieri, infatti, la categoria ha disertato l’incontro previsto da tempo con la Guardasigilli, Anna Maria Cancellieri, in risposta alle sue ultime esternazioni pubbliche, da ultima la definizione dell’avvocatura come «una lobby che ostacola le riforme» (si veda ItaliaOggi di ieri). La decisione è stata presa a larga maggioranza ieri in mattinata da Consiglio nazionale forense, Organismo unitario dell’avvocatura, Cassa forense e i Consigli dell’ordine distrettuali, e nel pomeriggio è stata comunicata ufficialmente dal presidente del Cnf, Guido Alpa, nel corso di un’audizione in commissione giustizia della camera sul decreto Fare. La categoria ha deciso inoltre di inviare una lettera al ministro della giustizia e al presidente del consiglio, Enrico Letta, dove vengono spiegate le ragioni della scelta della categoria. «In questi giorni», ha dichiarato Alpa, «abbiamo dovuto rilevare ripetute espressioni pubbliche del ministro della giustizia non adeguate al suo ruolo istituzionale e gravemente lesive della dignità e dell’alta funzione che la Costituzione italiana assegna all’avvocatura. Con vivissima delusione», ha detto ancora il presidente del Cnf, «abbiamo dovuto constatare come le assicurazioni dal ministro fornite circa la collaborazione e il coinvolgimento dell’avvocatura nei progetti di riforma della giustizia siano state completamente disattese. Anzi, l’avvocatura è stata additata falsamente dal ministro della giustizia come ostacolo alla modernizzazione del paese». Alpa ha anche articolato una serie di proposte per la riforma della giustizia contenute in un documento che è stato consegnato alla II commissione della camera, dove oggi sono state chiamate a intervenire le altre sigle dell’avvocatura. Rincara la dose il presidente dell’Oua, Nicola Marino, secondo il quale «l’avvocatura non è una lobby e non si farà togliere dai piedi. Il ministro Cancellieri rispetti la dignità di una professione che costituzionalmente si occupa di tutelare i diritti dei cittadini». L’Oua conferma quindi le otto giornate di sciopero (8-16 luglio) con manifestazioni in tutto il paese.

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