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Avvocatura, cresce la voglia di trasformarsi in Sta

Il dado è tratto. Gli studi legali italiani possono trasformarsi in società, aprendosi così all’ingresso di partner esterni, finanziari e, perché no, guardare a una crescita attraverso il mercato dei capitali. Una decisione molto complessa, su cui gli studi più avanzati guardano con attenzione.

I pionieri. Tra gli studi che hanno intrapreso la strada della trasformazione in società c’è La Scala (si veda altro articolo). Ma non solo. Il primo caso nel Sud Italia si è registrato a Nocera Inferiore (Sa): lo Studio Legale Cavallaro & Partners, fondato da Gennaro Cavallaro, esperto nel settore sanitario e farmaceutico, si è trasformato in una società per azioni tra avvocati (Sta). «Abbiamo recepito la legge n. 124/2017 sulla concorrenza, con l’obiettivo non solo di cambiare la forma societaria con tutti i vantaggi che questa innovazione comporta ma anche per avviare un percorso di crescita dello studio legale e di valorizzazione dei suoi partner e collaboratori. Per i prossimi tre anni i dipendenti avranno la possibilità di diventare soci dello studio acquistando le quote al loro valore nominale» spiega Cavallaro.

Della Cavallaro Group fanno parte, oltre allo studio legale, anche la Concilia Lex spa, società autorizzata dal Ministero della Giustizia ed iscritta al numero 143 del registro degli organismi di mediazione, e la neocostituita Cmbi srl, società specializzata nella fornitura di soluzioni e servizi per la gestione e pre-scadenza delle fatture. «Attualmente i soci sono tre avvocati. Inoltre, nella misura del 30%, abbiamo già avviato la procedura di ingresso della Cavallaro Group nella compagine societaria. La Cavallaro Group, attraverso le società ad essa collegate, conta oltre 40 avvocati e diversi collaboratori con sedi in tutta Italia. L’obiettivo è consolidare la nostra rete di professionisti sull’intero territorio nazionale», aggiunge. «Per la crescita di una realtà come la nostra è necessario motivare il team di lavoro che ogni giorno porta avanti i nostri progetti con competenza e professionalità. Inoltre, prevediamo anche ulteriori sistemi di incentivi, come le «stock option», finalizzati allo sviluppo della nostra organizzazione» aggiunge. «Nel rispetto della normativa vigente, in primo luogo ci siamo costituiti in srl. Poi in spa per attuare una nuova visione della professione forense», conclude.

Altro studio che ha scelto questa strada è Martelli & Partners spa. Gli avvocati Giovanni Battista Martelli e Alfonso Ciccaglione, hanno costituito ad ottobre 2017, una società per azioni tra avvocati. «Prendendo spunto dalla legge sulla concorrenza i soci hanno provveduto a strutturare lo studio in società di capitali» spiega Martelli, managing partner business development area dello studio. «La maggiore difficoltà è stata la relazione con la Camera di commercio, a cui abbiamo dovuto inviare la normativa di riferimento, in quanto contestava la possibilità per gli avvocati di costituire società di capitali. Lo studio è stata la prima spa italiana a essere costituita. Questo è per noi un primo passo: pensiamo ad una quotazione in borsa in un futuro», aggiunge.

Altra storia quella di Matteo Pagani, socio di Pls legal srl di Milano. «Pls Legal srl nasce dalla volontà dei suoi fondatori di creare una realtà innovativa anche sotto il profilo giuridico. Nel 2016 lo studio legale si è trasformato in associazione professionale multidisciplinare che comprendeva la partecipazione di un ingegnere edile preparato sotto il profilo normativo. Ma anche questa nuova definizione non ha soddisfatto i soci che cercavano qualcosa di diverso, più strutturato. Così abbiamo accolto le nuove introduzioni normative che hanno permesso di trasformare l’associazione professionale multidisciplinare in una delle prime società tra avvocati con la partecipazione importante della componente ingegneristica» spiega.

Non sono mancate criticità. «Le difficoltà, se così si possono definire, sono risultate sia per l’Associazione professionale multidisciplinare, prima, e con la Società tra avvocati (Sta), poi, nella tempestiva applicazione da parte dei founder delle norme che favorivano tale trasformazione. Siamo stati considerati, dai professionisti che ci hanno seguito e dallo stesso Ordine degli avvocati di appartenenza, dei veri e propri pionieri. Dall’atto notarile, al regime fiscale da applicare finendo, banalmente, alla maschera obbligatoria per l’iscrizione della Sta all’Ordine degli avvocati siamo stati, con pochissimi altri, i veri apripista della trasformazione futuristica da studio legale a Società di capitali».

La Sta, oggi, conta due soci avvocati, un ingegnere edile ed un team di professionisti senior e junior con competenze multisettoriali. «I grandi clienti hanno accolto con entusiasmo il processo di cambiamento adducendo, tutti, la medesima motivazione, maggior solidità, analogia alle strutture imprenditoriali e maggior trasparenza nei numeri riportati nei bilanci che verranno depositati. Non crediamo il processo si concluda così. Di certo c’è la volontà di sviluppare ulteriormente gli ambiti di business oggi gestiti dal team sono solo il punto di partenza, la determinazione nel consolidare tutte le aree, le attività ed i servizi erogati da Pls Legal srl. Sta trova la propria forza anche nella nuova compagine sociale e nella innovativa, e quanto mai rara, personalità giuridica. Pls Legal srl. Sta si evolverà con l’ingresso di una società di capitali che, nei limiti della norma, risulterà socio di capitali, perfezionando così il progetto iniziale pensato dai founder prima ancora di ottenere il riconoscimento normativo necessario a concretizzare le rispettive idee di evoluzione», conclude.

«Le ragioni che ci hanno spinto verso il cambiamento sono soprattutto di natura patrimoniale ed economica. Oggi, in qualità di soggetto giuridico autonomo, la struttura può comprare immobili o mettere in riserva della liquidità, riuscendo così a garantirsi una situazione patrimoniale più stabile. Inoltre come Associazione ogni socio pagava un contributo previdenziale soggettivo legato al reddito prodotto e sulla base della percentuale di partecipazione, anche se ovviamente gli utili ridistribuiti erano più bassi rispetto al fatturato. Al contrario, nella società il contributo si calcola in base all’effettivo reddito delle singole persone, con enorme vantaggio ai fini previdenziali», spiega Xavier Santiapichi, name partner dello Studio legale Santiapichi Società tra avvocati srl. La società è formata da quattro soci, colleghi e amici da anni insieme. Oltre a Xavier Santiapichi, Nicoletta Tradardi, Gaetano Pecoraro e Fabrizio Palazzini. «La società è nata da poco tempo per cui non vediamo gli svantaggi. Probabilmente un aspetto delicato riguarda la valutazione economica degli effetti del recesso di un socio. È infatti complesso definire in anticipo le condizioni di recesso», aggiunge. Prudenza, invece, sulla possibilità di aprirci a soci di puro capitale: «Magari qualche fondo potrebbe anche essere tentato dall’investimento, perché l’opera intellettuale crea margini maggiori rispetto ad altri settori e non è legata a costi di produzione elevati; tuttavia non si può garantire al fondo che con l’immissione di liquidità aumenterà di pari passo il fatturato, che rimane comunque legato alla capacità dei singoli. Insomma, una immissione di liquidità non genera – in automatico – un incremento del fatturato. Per crescere serve tempo ed una programmazione razionale delle risorse. Comunque sono tutte opzioni da valutare», conclude. In effetti, una delle maggiori difficoltà appare al momento l’interpretazione della possibilità di avere soci che non siano avvocati e, dall’altro, una certa discrezionalità da parte degli ordini nel dare l’assenso all’iscrizione al registro specifico delle società tra professionisti. Esiste un elenco specifico. Ovviamente i singoli professionisti avvocati si trovano anche nell’elenco degli avvocati persone fisiche.

Gli ordini effettuano il controllo sia sotto i profili formali, come per tutte le iscrizioni, sia leggendo lo Statuto della Sta. È proprio dalla lettura dello Statuto, per esempio, che l’ordine di Roma ha negato l’iscrizione della St con ingegnere, e ha fatto modificare lo statuto, salvo poi riscontrare che si era trattato di un errore. Milano, anche in un parere reso al Consiglio notarile, su sua richiesta, ha confermato la possibilità di società interprofessionali. E finora non ha chiesto modifiche statutarie a nessuno. Fin qui chi lo ha fatto: altri grandi studi stanno analizzando il dossier, con interesse e qualche riserva. Claudio Elestici, managing partner di R&P Legal, un’associazione professionale ai sensi dell’articolo 1 legge 23 novembre 1939 n. 1815, conferma che «trasformarsi in una spa è un pensiero che non escludiamo. Stiamo ragionandoci. Non abbiamo ancora un idea precisa e definitiva rispetto alle implicazioni contabili e fiscali di una tale scelta. Non vorremmo rischiare di dover affrontare un mutamento radicale dei nostri sistemi contabili e gestionali a fronte di vantaggi non ancora chiari. Chi ha intrapreso questo passo ha compiuto una scelta sicuramente interessante e verso la dotazione di strumenti normativi e organizzativi più adatti a realtà professionali di dimensioni rilevanti e di complessa gestione». Sulla stessa lunghezza d’onda lo Studio Grimaldi. «Siamo un’associazione professionale, mentre negli altri paesi abbiamo forme societarie di diritto locale», spiega Francesco Sciaudone, managing partner di Grimaldi. «Stiamo già lavorando per trasformarci in spa, crediamo nel 2019 di concludere il percorso. Mancava ancora una adeguata copertura fiscale per lo svolgimento dell’attività in forma societaria e questo ha richiesto ulteriori verifiche. Nel complesso riteniamo le opzioni previste dalla normativa molto positive, possono agevolare il processo di istituzionalizzazione dello studio, far fronte all’impatto delle nuove tecnologie migliorando le politiche di investimento. Subito dopo la trasformazione in società lavoreremo alla quotazione dello Studio!».

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