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Avvocati, ultimi giorni per l’esame di Stato senza obbligo di corso

Per gli aspiranti avvocati questi sono gli ultimi giorni senza obbligo di frequentare il corso di preparazione all’esame. Una volta completato il percorso universitario e individuato un dominus, i neolaureati che si iscrivono al registro dei tirocinanti entro giovedì 27 settembre, infatti, non sono soggetti a questo nuovo adempimento. E chi sperava in una proroga dell’ultimora sarà deluso: il decreto milleproroghe convertito in legge la scorsa settimana contiene solo il rinvio di due anni del nuovo esame di abilitazione senza codici commentati, mentre nessuno slittamento è stato previsto per il corso di preparazione allo stesso esame. Dunque questo ulteriore “training” è ora obbligatorio per i neopraticanti dal 28 settembre in poi.
Al momento però di informazioni e di offerte disponibili online non ce ne sono molte. Complici il periodo festivo, le voci di una possibile proroga e la pubblicazione solo nei giorni scorsi delle linee guida del Consiglio nazionale forense su come vanno strutturati i corsi, di fatto la macchina organizzativa muove ora solo i primi passi. O meglio: le scuole forensi sul territorio si stanno già attrezzando per partire entro l’autunno, mentre sul versante dei privati ancora nessuna organizzazione è stata accreditata dal Consiglio nazionale forense.
Al momento, peraltro, non c’è gran fretta. La particolare struttura dei corsi, tre moduli in altrettanti semestri con poco più di 50 ore a semestre, fa sì che ci sia ancora qualche mese di tempo per far partire davvero i corsi e le relative iscrizioni.
Il nuovo obbligo è previsto dalla legge di riforma forense e definito da un regolamento (il decreto 17/2018) che appunto entra in vigore il 28 settembre.
Dove studiare
Il praticante può verificare se il proprio ordine territoriale organizza in proprio il corso e se l’accesso è libero o programmato. Saranno previste “finestre” di iscrizione in modo da evitare lunghe attese per inserirsi nel primo semestre. Se non si trova posto nel corso dell’Ordine, si può cercare nel mercato libero delle scuole private, delle associazioni o delle scuole di specializzazione legale delle Università.
L’impegno da prevedere
Forse qualcosa in più delle 50 ore a semestre – le linee guida del Cnf suggeriscono ad esempio 20 ore in più- per l’approccio metodologico basato sull’analisi dei casi. Sempre il Consiglio nazionale chiede di organizzare il calendario delle lezioni in modo da raggruppare l’impegno in una o due mezze giornate, preferibilmente al pomeriggio per non incidere troppo sul praticantato.
Resta da definire nel dettaglio la struttura dei costi delle scuole forensi degli Ordini: il regolamento sul punto non è categorico: chiude alla finalità di lucro, ma ammette il ricarico delle spese. Le linee guida contengono un prospetto dei costi annuali, in cui la voce più rilevante è quella della remunerazione dei docenti (12mila euro) e del personale dedicato (4mila euro) . In tutto per 50 partecipanti l’onere si aggira sui 27mila euro. Somma che – si legge nel documento- non deve «interamente gravare sui praticanti».

Valeria Uva

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