Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Avvocati, udienze senza limiti

Sì all’unanimità contro il requisito della trattazione di almeno cinque affari l’anno per conservare l’iscrizione all’albo degli avvocati. È favorevole il parere della commissione giustizia del Senato allo schema di decreto ministeriale che punta ad abolire il paletto previsto dalla legge professionale per evitare la cancellazione. La Commissione europea ha aperto una procedura d’infrazione contro l’Italia: ritiene che la previsione del dm 47/2016 renda troppo oneroso per i legali dimostrare l’effettivo esercizio della professione. E il governo corre ai ripari per evitare il ricorso alla Corte di giustizia Ue e una possibile condanna per violazione della direttiva 2005/36/Ce, come modificata dalla 2013/55/Ue.

Proporzionalità violata. Dopo il via libera del Consiglio di stato, compie un altro decisivo passo la modifica del decreto attuativo della legge 247/12. Nella seduta dell’altro ieri tutti i componenti aderiscono alla proposta di parere favorevole alla ministra della Giustizia formulata dal presidente della Commissione di Palazzo Madama Andrea Ostellari (l’esame era stato sospeso martedì 13 luglio). Interviene il senatore Francesco Urraro, sottolineando che «un avvocato può liberamente decidere di sospendere o limitare l’esercizio della professione, per un periodo di tempo, per vari motivi ivi compresi quelli di salute». Nei cinque affari da svolgere ogni anno rientrano anche gli incarichi conferiti da un altro professionista. Il governo ha rassicurato la Commissione Ue: sono comprese le attività stragiudiziali e pure quelle trattate in altri Paesi europei, altrimenti scatterebbe la discriminazione. Ma Bruxelles non si fida: la normativa italiana viola il principio di proporzionalità fra la prescrizione imposta, cioè il numero minimo di affari in dodici mesi, e l’obiettivo perseguito, vale a dire garantire l’effettivo e corretto esercizio della professione. E per evitare problemi maggiori il Ministero si attiva per sopprimere il requisito controverso. Via Arenula ritiene che per scongiurare la cancellazione dall’albo siano sufficienti gli altri titoli richiesti. E dunque: la titolarità di una partita Iva attiva; l’uso di locali e di almeno un’utenza telefonica destinati allo svolgimento dell’attività professionale (anche in condivisione con altri avvocati); la titolarità di un indirizzo di posta elettronica certificata, comunicato al consiglio dell’ordine; l’assolvimento dell’obbligo di aggiornamento professionale; la titolarità di una polizza assicurativa a copertura della responsabilità civile derivante dall’esercizio della professione. La cancellazione dell’albo scatta anche quando l’avvocato non è in grado di dimostrare la sussistenza di giustificati motivi oggettivi o soggettivi per il mancato svolgimento della professione a carattere continuativo, abituale e prevalente.about:blank

Cnf contrario. Negativo invece il parere espresso sulla modifica dal Consiglio nazionale forense, secondo cui l’esercizio effettivo e continuativo della professione forense costituisce «uno dei principi più significativi della legge 247/12», anche per garantire la «qualità della prestazione». La decisione di modificare il dm 47/2016 è stata assunta d’accordo con la struttura di missione per le procedure di infrazione presso la presidenza del Consiglio: il provvedimento ha due soli articoli, di cui il secondo è solo sull’invarianza finanziaria. Alla Camera, intanto, la commissione Giustizia ha rinviato l’esame dello schema di dm: per esprimere il parere ha tempo fino al 14 agosto.

Print Friendly, PDF & Email

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Carlos Tavares sorprende il mercato e, in un momento non facile per l’auto, migliora in misura si...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Nexi e Alpha Services and Holdings, capogruppo della greca Alpha Bank, hanno avviato una partnershi...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Senza infamia, ma anche senza lode. Il mondo della banche italiane esce sostanzialmente indenne dai...

Oggi sulla stampa