Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Avvocati svincolati dal preventivo

Modifiche profonde sui parametri. Proposta sull’accesso. Forte incertezza sulla conciliazione. La giornata di ieri è stata a suo modo assai significativa per alcune delle questioni che più stanno a cuore all’avvocatura alla vigilia del congresso nazionale che si apre domani a Bari. Nel pomeriggio si è svolto al ministero della Giustizia un incontro tra il ministro Paola Severino e l’Oua con le associazioni forensi. Al centro della discussione il tema dei parametri sul quale, al termine della discussione, è stato raggiunto un accordo che prevede, tra l’altro, la soppressione della previsione secondo cui l’assenza di prova del preventivo di massima costituisce elemento di valutazione negativa da parte dell’organo giurisdizionale per la liquidazione del compenso. Spazio poi all’aumento dei valori per il procedimento monitorio e per l’atto di precetto e all’introduzione di una voce di compenso denominata spese generali.
E ancora: previsione di un meccanismo di parametrazione più preciso per lo scaglione di valore superiore a 1.500.000 euro; eliminazione della previsione della «fase esecutiva» e inserimento di una voce autonoma per il processo esecutivo; taglio della riduzione del compenso sino alla metà prevista dagli articoli 9, 10 e 12, comma 5; cancellazione dell’aumento del compenso in caso di raggiunta conciliazione; parametri più precisi poi per la fase stragiudiziale. Tutte modifiche accolte con soddisfazione dal presidente Oua Maurizio de Tilla che parla di proposta «condivisibile» anche se «migliorabile».
Tutte le proposte confluiranno in un articolato che questa mattina sarà presentato dal ministero alle organizzazioni forensi. Ma il ministero sottoporrà alle rappresentanze dell’avvocatura anche tre schede riassuntive delle proposte in campo per la modifica della disciplina dell’accesso alla professione forense. Proposte che ricalcano l’esito del tavolo di confronto avviato con le medesime rappresentanze nelle settimane passate. A due proposte che incidono direttamente sul corso di laurea in giurisprudenza, (3 anni oppure 4 uguali per tutti e poi 2 o 1 di percorso a numero chiuso riservato ai soli futuri avvocati, notai e magistrati) se ne aggiunge una, con il numero chiuso inserito dopo la laurea per l’iscrizione alle scuole di specializzazione o a quelle amministrate dal Cnf. Quest’ultima proposta potrebbe essere quella preferita da Severino anche perché non incidendo sulla fisionomia del corso di laurea potrebbe essere inserita nel nuovo ordinamento professionale in discussione al Senato portando a un’approvazione in tempi più rapidi.
Sulla mediazione, la giornata è stata assai confusa. In mattinata il Cnf aveva scritto al presidente del Senato Renato Schifani chiedendo di non approvare, perché in contrasto con la recente sentenza della Corte costituzionale, gli emendamenti al decreto sviluppo che hanno per obiettivo la reintroduzione del l’obbligatorietà del tentativo di mediazione. Schifani ha abbozzato rinviando la decisione al presidente della commissione Industria Cesare Cursi. E Maurizio de Tilla nel corso del pomeriggio ha più volte invitato il ministro Severino a prendere le distanze dai medesimi emendamenti, avallando il loro accantonamento. Severino non ha voluto prendere impegni, ma dopo un primo momento in cui sembrava orientata a dare parere favorevole all’emendamento, adesso la situazione è assai più incerta.

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Generali, atto secondo. Francesco Gaetano Caltagirone, socio della compagnia al 5,6%, non molla sul ...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Tre mesi per le riforme. Cruciali, delicatissimi, fondamentali. Un calendario denso che nelle intenz...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Bastano uno smartphone o una chiavetta usb per registrare conversazioni dal vivo o telefoniche e rac...

Oggi sulla stampa