Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Avvocati sul web con cautela

Nuove regole di comportamento per gli avvocati. Fari puntati sull’utilizzo di internet e sull’informazione preventiva al cliente su costi e durata dell’incarico. Entra in vigore lunedì 15 dicembre il nuovo codice deontologico forense, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 241 del 16 ottobre 2014, che riscrive le norme che l’avvocato è tenuto ad osservare in via generale e, specificamente, nei suoi rapporti con il cliente, con la controparte, con altri avvocati e con altri professionisti.

Di particolare interesse, sia i doveri di informazione, da parte del professionista, nei confronti della parte assistita, sia il dovere di corretta informazione della propria attività professionale, che contiene anche il tentativo, da parte del Consiglio nazionale forense, di «presidiare il complesso mondo di internet». Come? Limitando l’utilizzo, a fini informativi, di siti web che contengano domini propri senza reindirizzamento. Quindi: esclusi i social network, la pubblicità online e, chiaramente, siti fuorvianti come «risarcimentosicuro.it» e via dicendo. Nel mirino del Cnf, quindi, finisce un intero mondo composto da migliaia di avvocati che stanno sfruttando le potenzialità della rete per promuovere la propria attività. Ma entriamo nel dettaglio.

Internet nel mirino

L’art. 35 del nuovo codice deontologico forense («dovere di corretta informazione»), ai commi 9 e 10 regolamenta l’utilizzo del web da parte degli avvocati. Ovvero: l’avvocato può utilizzare, a fini informativi, esclusivamente i siti web con domini propri senza reindirizzamento, direttamente riconducibili a sé, allo studio legale associato o alla società di avvocati alla quale si partecipi, previa comunicazione al consiglio dell’Ordine di appartenenza della forma e del contenuto del sito stesso; il sito, inoltre, non può contenere riferimenti commerciali o pubblicitari. Pena: la censura. Di conseguenza, come denunciato dai giovani avvocati dell’Aiga, sembrerebbero fuori norma tutti quegli studi legali e avvocati che hanno aperto una pagina su Facebook. Basta scrivere nel motore di ricerca «studio legale» e ne compaiono a centinaia, anche di elevata caratura, dove poter cliccare «Mi piace» e ricevere così aggiornamenti sull’attività dello studio. Per fare un esempio, lo studio legale La Scala, così come tanti altri, su Facebook raccoglie anche le recensioni dei clienti con relative «stellette» di gradimento. Altro universo, che probabilmente è l’obiettivo primario degli organi di controllo dei consigli dell’Ordine, è quello dei siti internet che contengono messaggi suggestivi, la maggior parte concentrati sull’attività di risarcimento del danno, che solitamente propongono la tariffa parametrata al risultato ottenuto. In questo senso, basta andare su un qualsiasi motore di ricerca e digitare «risarcimento danni» e si aprirà un mondo di consulenti legali che utilizzano domini con queste parole chiave. Altro discorso, la marea di siti internet che invece fanno leva sul prezzo: www.ilcentrogiuridico.it, ad esempio, offre consulenza legale a 29 euro, su www.buonavvocato.com, se vuoi separarti, hai problemi sul lavoro, sei accusato di reato o ne sei rimasto vittima o sei oppresso dai debiti, potrai usufruire di una prima consulenza gratuita. Ancora più esplicito, in questo senso, il sito www.consulenzagratuita.it.

Le informazioni da fornire al cliente

Altro fronte sul quale si concentra il nuovo codice deontologico è il rapporto tra avvocato e parte assistita dal punto di vista informativo. Anzitutto, la pattuizione dei compensi è libera, mentre sono vietati i patti con i quali l’avvocato percepisca una quota del bene oggetto della prestazione. Invece, all’atto del conferimento dell’incarico, l’avvocato è tenuto ad informare il cliente delle caratteristiche e dell’importanza dell’incarico e dell’attività da espletare, rendendo nota anche la prevedibile durata del processo e i relativi oneri. Se richiesto, inoltre, l’avvocato deve fornire un preventivo scritto al cliente. Informandolo anche, per iscritto, della possibilità di avvalersi del procedimento di mediazione o del patrocinio a spese dello Stato, qualora ne sussistano i requisiti. Infine, l’avvocato è tenuto a rendere noti al cliente gli estremi della polizza assicurativa e a emettere fattura. Quanto ai rapporti con i colleghi, invece, l’avvocato deve garantire un adeguato compenso ai collaboratori di studio e ai praticanti, dopo il primo semestre di pratica che quindi può essere svolto a titolo gratuito.

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

La Francia continua a essere apripista per il riconoscimento economico dei contenuti di informazione...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Si avvicina il giorno in cui Monte dei Paschi dovrà dire alla vigilanza di Francoforte e al mercato...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

«Sul Recovery Plan non esiste un caso Italia, ma un’interlocuzione molto positiva con la Commissi...

Oggi sulla stampa