Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Avvocati, stallo sui parametri

Stallo sui parametri per gli avvocati. La proposta del ministero della Giustizia si è incagliata tra le osservazioni del Consiglio di Stato e la nuova legge forense, mentre il Cnf è al lavoro per la redazione del suo progetto. Di fatto, al momento, l’esito attuale è a somma zero. Con grande disappunto delle associazioni forensi che, dall’Oua all’Anai all’Anf, sollecitano a viva voce un cambiamento della versione attuale dei parametri che, in vigore dall’estate scorsa, hanno incassato un pieno di dissensi.
La vicenda dei parametri (indispensabili punti di riferimento per la liquidazione delle parcelle in assenza di un accordo tra professionista e cliente o di contestazione degli importi) sconta, alla fine, il “grande freddo” calato nei mesi scorsi tra il ministero della Giustizia e il Consiglio nazionale forense. Quest’ultimo contestò da subito, perché «mortificante» per tutta la categoria, la versione approvata da via Arenula e fatta debuttare nell’agosto scorso.
Le manovre per cambiare gli importi partirono così già nelle prime settimane di operatività dei nuovi valori. Con un doppio percorso che ha però impedito ai principali protagonisti di incontrarsi. Così, mentre il Cnf inviava la proprie osservazioni tecniche al ministero il 19 settembre (dopo averle già mandate in via preventiva a giugno), lo stesso ministero apriva un tavolo di confronto, anche su accesso e parametri, con le associazioni, cui il Cnf non partecipava. Ad alzare la tensione ci si era messa infatti la tormentata fase di approvazione del nuovo ordinamento forense, fortemente voluto dal Cnf in primis e sul quale, invece, il ministro Severino aveva sollevato forti perplessità.
Insomma, alla fine, il regolamento con le correzioni (tra l’altro, prevedeva la liquidazione anche delle spese forfettarie in misura compresa tra il 10 e il 20% del corrispettivo e la romodulazione per l’attività stragiudiziale) è stato inviato dalla Giustizia al Consiglio di Stato, competente per il parere, solo a inizio di dicembre. Il Consiglio di Stato si è espresso, con la richiesta di alcune modifiche tra l’altro, solo il 18 gennaio. Nel frattempo è stata approvata dal Parlamento la nuova legge professionale che contiene una nuova procedura per il varo dei parametri: la proposta spetta al Cnf che la trasmette al ministero e sul testo è previsto il parere delle commissioni parlamentari (da rendere entro 60 giorni).
Il nuovo iter ha nei fatti cambiato lo scenario e bloccato il varo della proposta del ministero della Giustizia che ha provato, senza successo, abboccamenti con il Cnf per arrivare, a questo punto, a una soluzione condivisa. Ora, il Consiglio nazionale forense è al lavoro per arrivare alla redazione del regolamento e i segnali sono per una fase avanzata di elaborazione. Tuttavia, l’intreccio con le elezioni politiche, la fisionomia del nuovo Parlamento, il varo delle commissioni di Camera e Senato, l’assetto del Governo, avranno l’effetto, come ovvio, di dilatare in maniera sensibile i tempi di entrata in vigore dei nuovi importi. Nel frattempo il punto di riferimento per l’autorità giudiziaria è rappresentato dagli attuali parametri, fortemente avversati dagli stessi legali.

Print Friendly, PDF & Email

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Gaetano Miccichè lascia il consiglio di amministrazione di Rcs MediaGroup. Il presidente della div...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Rinvio per tre provvedimenti chiave del governo Draghi per accompagnare l’attuazione del Recovery...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Se mai ci fosse stato un dubbio, il Csm ha messo nel mirino tutta la situazione che sta incendiando...

Oggi sulla stampa