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Avvocati senza vie preferenziali

L’avvocato – sebbene mediatore di diritto – dovrà formarsi come ogni mediaconciliatore «normale»: e cioè con un corso di 50 ore a cura degli Organismi di Mediazione forensi. Con lo stesso tirocinio (ma c’è una proposta alternativa) e aggiornamento (9 ore annuali).

Sono questi alcuni tra i criteri applicativi e gli indirizzi interpretativi formulati dal Coordinamento della conciliazione forense (Ccf, www.conciliazioneforense.it), a seguito dell’XI Assemblea del Ccf tenutasi a Pesaro il 17 e 18 ottobre scorso, e pubblicate in questi giorni.

Dall’Assemblea sono emersi due documenti: i «Nuovi standard formativi per avvocati mediatori alla luce della riforma del decreto del Fare» (in particolare la riflessione si è svolta sulla legge 98/13 che ha convertito il dl 69/13), un testo contenente indirizzi interpretativi sulla formazione degli avvocati mediatori; e un secondo documento, inerente gli indirizzi interpretativi e ulteriori standard operativi sulla mediaconciliazione.

FORMAZIONE: ABBUONO E MODULI

Per quanto riguarda la formazione, il Ccf osserva – alla luce dell’art. 16, comma 4-bis, legge 98/13 (la norma che rende gli avvocati «mediatori di diritto») – che toccherà agli Organismi di mediazione (Odm) forensi la facoltà di «richiedere un percorso formativo per gli avvocati» in regime di art. 16, comma 4-bis, legge 98/13, analogo a quanto previsto dal dm 180/10: e cioè la previsione di un percorso formativo, di durata complessiva non inferiore a 50 ore. Il Ccf propone che, poiché all’inizio del 2010, all’atto dell’entrata in vigore del dlgs 28/10 (che ha introdotto la mediaconciliazione nel nostro ordinamento) alcuni Ordini e Fondazioni forensi avevano organizzato corsi di negoziazione o per avvocati che assistono le parti in mediazione, i corsi siano considerati validi come primo modulo di formazione da 18 ore. Per le altre 32, sarà necessario un corso da frequentare presso enti accreditati o al proprio Ordine. Il tirocinio assistito (art. 2 dm 145/2011) resta quello da 20 casi di mediazione svolti nel biennio. Tuttavia, il Ccf propone di sostituirli «anche ora per allora, su decisione del singolo Odm», da «incontri di supervisione e/o confronto tra mediatori, nonché di partecipazione ad incontri di mediazione effettivi ai quali si assiste in qualità di avvocati che accompagnano la parte». Viene chiesta una proroga al Ministero della giustizia per chi non ha potuto soddisfare il numero minimo di tirocini previsto ex lege entro i termini di scadenza del proprio biennio di iscrizione.

STANDARD QUALITATIVI, ARRIVA L’OSSERVATORE ESTERNO

Per gli standard di qualità di mediatori e Odm, il Ccf propone di individuare entro il 31 dicembre di quest’anno gli «osservatori esterni, professionalmente qualificati, che potranno anche fornire una valutazione dell’operato dei mediatori in funzione della permanenza nelle liste». Dovranno operare gratuitamente per un biennio rinnovabile. Gli avvocati mediaconciliatori sono tenuti ad un aggiornamento annuale di almeno 9 ore, presso gli enti accreditati o presso gli Ordini e Fondazioni forensi attraverso formatori accreditati.

TERRITORIO E SPESE

Si sottolinea, nel documento sugli standard operativi, che l’Odm e il mediatore «non sono in alcun modo tenuti a declinare la propria competenza in favore di un altro organismo eventualmente ritenuto competente per territorio, né sono tenuti a formulare alcuna eccezione in tale senso». Sulle spese, toccherà alla parte che attiva un procedimento di mediazione corrispondere la cifra forfettaria di 40,00, e così tutte le altre parti di mediazione al momento dell’adesione o alla comparizione al primo incontro. Ogni altra indennità, però, è dovuta solo «in caso di prosecuzione della mediazione oltre il primo incontro o, comunque, in caso di accordo di conciliazione».

LE PROPOSTE

Non mancano poi le proposte del Ccf. In particolare, si segnalano dal secondo documento l’istituzione del gratuito patrocinio anche per la mediazione, con possibilità di liquidazione delle spese da parte del giudice del successivo eventuale giudizio; accordo di conciliazione immediatamente esecutivo nelle mani dell’ufficiale giudiziario, con la sola produzione del titolo in originale e senza alcuna necessità di apposizione di una formula esecutiva; previsione, da parte del Consiglio nazionale forense, di una voce autonoma di parametro per l’assistenza dell’avvocato nella procedura di mediazione e di una distinta voce per l’assistenza alla redazione dell’accordo di conciliazione (ma niente compenso all’avvocato se la mediazione fallisce al primo incontro).

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