Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Avvocati senza preselezione

Fumata nera sul numero programmato alla facoltà di giurisprudenza. Da quello che è stato l’ultimo incontro incontro per il tavolo tecnico convocato con gli avvocati non è uscita la “bozza” di accordo, come speravano i legali. I tecnici del ministero della Giustizia e dell’Università, su posizioni distanti, hanno chiesto un time out per riflettere, di fatto però la possibilità di portare a casa il risultato sembra lontana. Il ministro Paola Severino si è in più occasioni dichiarata fautrice della “scrematura” per abbattere il muro dei 260mila avvocati, lasciando in forse solo il momento in cui deve essere introdotto il “filtro”: all’inizio del percorso universitario, alla fine o in coincidenza della specializzazione.
Mentre nel confronto di ieri i tecnici del ministero dell’Università hanno riproposto una soluzione, a suo tempo già scartata dall’avvocatura, che prevede, dopo i cinque, un ulteriore anno di “specializzazione” per accedere all’esame di Stato.
Idea respinta con forza dagli avvocati. «Con un corso di laurea di sei anni si allunga solo il percorso dei giovani meritevoli senza fare la selezione – spiega il presidente dell’Organismo unitario dell’avvocatura Maurizio de Tilla – noi puntiamo invece, con il favore del ministro della Giustizia, a mettere lo sbarramento alla fine del terzo anno prima del biennio di specializzazione».
Neppure ai penalisti piace l’idea che gli esami non finiscano mai. «Con queste proposte si dimostra di avere le idee confuse sulla specializzazione e sul numero programmato – dice il presidente dell’Unione camere penali Valerio Spigarelli – dobbiamo però evitare che la discussione venga utilizzata per rallentare l’iter della riforma. Approviamo la riforma e poi discutiamo di numero programmato».
Anche il segretario dell’Associazione nazionale forense Ester Perifano ricorda che la proposta del ministero dell’Istruzione, presente nella bozza iniziale del Dpr professioni, era sparita dal testo finale, ma si dichiara rassicurata dalla coerenza del Guardasigilli.
Un motivo di soddisfazione per gli avvocati, a parte il numero programmato, lo rivela però il presidente dell’Organismo unitario dell’avvocatura Maurizio de Tilla. «Il Governo ci ha promesso di eliminare il socio di capitale dalla società tra professionisti – sostiene il leader dell’Oua – e questo è un grosso risultato. Ci sarà però battaglia sulle tariffe, noi chiediamo che vengano applicate le norme previste dalla nostra riforma, perché i parametri per gli avvocati sono un disastro. Ma sul punto – conclude de Tilla – il Governo non sembra disposto a cedere: i parametri non si possono più usare neppure come criterio di orientamento. Non ci resta che confidare nella volontà sovrana del Parlamento». Intanto il prossimo incontro con il ministro Paola Severino è fissato per lunedì alle 15, per il primo confronto con i firmatari del patto per la Giustizia.
Tanti i punti da discutere: dalla geografia giudiziaria alle modifiche al filtro in appello proposte dagli avvocati, dalla tutela dei dipendenti allo smaltimento dell’arretrato civile.

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Non ha tempi, non ha luoghi, non ha obbligo di reperibilità: è lo smart working di ultima generazi...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

«Sono entusiasta di essere stato nominato ad di Unicredit, un’istituzione veramente paneuropea e ...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Il primo annuncio è arrivato all’ora di pranzo, quando John Elkann ha rivelato che la Ferrari pre...

Oggi sulla stampa