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Avvocati, riforma più vicina

La riforma forense verso l’approvazione prima di Natale. È questa l’intenzione della commissione Giustizia del Senato, che inizia oggi a votare gli emendamenti alla riforma forense, con l’obiettivo di portare il testo in aula per il voto finale il 20 dicembre. Il presidente della commissione Giustizia del Senato, Filippo Berselli, ha ottenuto il via libera della conferenza dei capigruppo necessario per esaminare lo Satuto degli avvocati nel corso della sessione di bilancio. Sembra quindi in discesa la strada della riforma, destinata a mandare in soffitta le norme del 1933, e tanto voluta da indurre gli avvocati a “chiudere un occhio” sugli aggiustamenti che una parte di loro avrebbe voluto. Il 70% dei delegati al Congresso di Bari si è, infatti, espresso per la riforma subito rimandando le modifiche a domani: del resto non c’era alternativa.
Ora sembra concreta la possibilità di uscire indenni dalla crisi di Governo. «Festeggeremo il Natale con il nuovo ordinamento – promette Filippo Berselli -. Domani (oggi per chi legge n.d.r.) alle 14 e 30 iniziamo a votare gli emendamenti. Sarà una votazione veloce, ostruzionismo dei radicali permettendo. La commissione esprimerà parere contrario su tutte le modifiche». Per andare verso un’approvazione rapida c’è anche il nulla osta del Governo. «In linea con l’atteggiamento assunto alla Camera – assicura il sottosegretario alla Giustizia, Salvatore Mazzamuto – esprimeremo parere contrario su tutti gli emendamenti o ci rimetteremo alla Commissione».
Se la riforma sarà approvata così come uscita dalla Camera gli avvocati potranno sfilarsi da alcune regole applicate ad altre categorie con la riforma delle professioni. Per questo, ma non solo, sono contenti di avere a portata di mano la possibilità di far approvare uno Statuto il cui futuro è legato al destino della legislatura. Il primo a essere soddisfatto è il presidente del Consiglio nazionale forense, Guido Alpa, che si dichiara «grato nella speranza che la riforma veda finalmente la luce dopo tante traversie».
Vista l’incertezza del domani prende la riforma così com’è anche il presidente dell’Organismo unitario dell’avvocatura, Maurizio de Tilla. «Siamo lieti della scelta di procedere subito all’esame del testo – dice de Tilla -. Delle modifiche da apportare alla legge dopo l’approvazione ci sarebbero. Potrebbero però essere in peggio: dubito che si ripeterà nella prossima legislatura questa contingenza positiva. Non sappiamo quale sarà il rapporto tra l’avvocatura e la nuova classe politica».
Più ottimista il leader dell’Associazione giovani avvocati, Dario Greco, che, malgrado non trovi nella riforma elementi di sostegno per la categoria, si augura che Berselli mantenga la promessa. «Si tratta del riconoscimento del ruolo costituzionale svolto dagli avvocati ed è quindi importante che il testo sia licenziato – spiega Greco – anche se è una legge che ci piace poco. Chiederemo modifiche, per avere una governance democratica, la formazione obbligatoria per tutti, le specializzazioni e il numero chiuso all’università».
Considera il via libera della Conferenza dei capigruppo un’assunzione di responsabilità il presidente dei penalisti, Valerio Spigarelli. Per lui la priorità è l’approvazione, poi ci sarà la richiesta di riportare a casa le specializzazioni oggi affidate all’Università.

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