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Avvocati, protesta contro l’Anm

Avvocati contro l’Associazione nazionale magistrati. La posizione dell’Anm sulla possibilità di porre un freno all’attività giudiziaria nel caso non fossero arrivate rassicurazioni sulla priorità vaccinale, affermazioni poi ritrattate dall’Associazione che ha comunicato come fossero state male interpretate le proprie parole, ha provocato una forte reazione del mondo forense. A partire dal Consiglio nazionale, che ha diffuso ieri una nota in cui ha espresso “preoccupazione e stupore per l’invito dell’Associazione a limitare l’attività giudiziaria”, per proseguire poi con l’Associazione italiana giovani avvocati (Aiga) o per l’Ordine degli avvocati di Roma, che hanno manifestato il loro malcontento sulla polemica emersa nel weekend. Dal Ministero della giustizia arriva comunque lo stop alle richieste dei magistrati, i quali “erano consapevoli delle scelte del governo di procedere alle vaccinazioni partendo dall’età”, come fanno sapere da via Arenula.

La protesta dell’Anm. “Il nuovo piano strategico vaccinale”, si legge sul sito dell’associazione, “modificando le linee guida approvate dal Parlamento nel dicembre 2020, non prevede più, tra i gruppi target di popolazione cui offrire il vaccino in via prioritaria, i lavoratori del comparto giustizia. Il governo considera, dunque, il servizio giustizia con carattere di minore priorità rispetto ad altri servizi essenziali già sottoposti a vaccinazione, tanto da non ritenere doveroso rafforzare le condizioni che ne consentano la prosecuzione senza l’esposizione a pericolo per gli operatori”. Di conseguenza “l’Anm invita i dirigenti degli uffici giudiziari, con la sollecitudine che la gravità del momento richiede, ad adottare, a tutela della salute, energiche misure organizzative al fine di rallentare immediatamente tutte le attività dei rispettivi uffici, senza escludere, nei casi più estremi, anche la sospensione dell’attività giudiziaria non urgente”. Il presidente Anm Giuseppe Santalucia ha poi spiegato che in realtà non ci fosse nessuna minaccia di sospendere nulla visto che l’Associazione non avrebbe il potere di farlo.

La risposta degli avvocati. Come detto, non sono mancate le repliche da parte del mondo dell’avvocatura. Secondo il Consiglio nazionale forense, ad esempio, “se l’Anm, così come scrive nel suo documento, considera la giustizia un servizio essenziale non è allora verosimile una richiesta di un ulteriore rallentamento o addirittura una rinnovata sospensione dei processi che arrecherebbe danni come sempre in primo luogo ai cittadini, privati così del loro diritto di tutela, e rischia di apparire come una mera rivendicazione di privilegio”. Posizione simile per l’Aiga, che in una nota diffusa ieri esprime “sconcerto per la minaccia dell’Anm. Anziché invitare i capi degli uffici giudiziari a spingere per la sospensione, dovrebbe prodigarsi per cercare di garantire lo svolgimento di tutte le attività giudiziarie in sicurezza, a partire dalla fissazione delle udienze per fasce orarie, anche pomeridiane”. Ancor più duro il commento del presidente del Coa di Roma Antonino Galletti: “Imporre il proprio punto di vista, minacciando l’interruzione delle udienze è un metodo che non possiamo condividere. Il fatto di essere inclusi anche gli avvocati nell’elenco delle categorie che secondo Anm dovrebbero essere vaccinate in via prioritaria non può indurci ad accettare come soluzione quella di proporre una sorta di sciopero bianco che rallenti ulteriormente la macchina della giustizia».

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