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Avvocati, preventivi solo su richiesta

Preventivo solo su richiesta, possibilità per il Consiglio nazionale forense di esprimere pareri sulla congruità del compenso, niente socio di capitale e riserva di consulenza stragiudiziale. La riforma dell’ordinamento forense fa un passo avanti alla Camera, con l’esame dei primi 16 articoli e regge senza perdere pezzi sui punti fondamentali e controversi. A cominciare dall’articolo 13 sul conferimento dell’incarico e le tariffe professionali. Sul tema più caldo della riforma l’avvocatura vince il braccio di ferro con il Governo, battuto con una votazione che ha bocciato l’emendamento presentato dall’Esecutivo per chiedere l’abolizione dell’intero articolo 13. Un parere contrario che ha indotto il sottosegretario alla Giustizia Salvatore Mazzamuto a un compromesso per salvare il salvabile. La scelta, dopo il no all’emendamento del ministero è stata quella di rimettersi all’Aula, aderendo di fatto al lavoro fatto dalla Commissione che, se da una parte esclude il ritorno delle tariffe facendo salvo il principio della libera determinazione del compenso, dall’altra concede molto ai desiderata dei legali. «Dopo la bocciatura del nostro emendamento – spiega il sottosegretario alla Giustizia Salvatore Mazzamuto – abbiamo scelto il male minore e deciso di rimetterci all’Aula per far passare almeno le modifiche fatte dalla Commissione. Diversamente c’era il rischio che l’articolo 13 restasse com’era e che venissero ripristinate la tariffe. Il Governo aveva chiesto la soppressione dell’articolo 13 perché si tratta di una norma che non si armonizza né con il Dl professioni né con il decreto parametri. Oggi – conclude il sottosegretario – è passato “lo statuto speciale” degli avvocati. Alla categoria sono riconosciute possibilità non previste per altre professioni».
Dopo il voto della Camera, che molto difficilmente verrà ribaltato dal Senato, gli avvocati faranno il preventivo solo su richiesta e potranno usare i parametri come criterio orientativo nei rapporti con il cliente. Inoltre al Consiglio nazionale forense sarà consentito esprimere pareri sulla congruità dei compensi mentre il consiglio dell’ordine potrà tentare una conciliazione in caso di controversia .
Via libera anche alla riserva di consulenza legale stragiudiziale, purché vengano rispettate due condizioni: che si tratti di materie connesse all’attività giurisdizionale e che venga esercitata in maniera sistematica, organizzata e continuativa.
Pollice verso dell’aula anche per il socio di puro capitale. «Il Governo aveva preso atto che la governance non poteva essere in mano al socio capitalista, ma sono state respinte anche le altre soluzioni – sottolinea – Salvatore Mazzamuto – per questo ci siamo rimessi all’Aula. Ora i tempi della delega sono stati ridotti da un anno a sei mesi per restare dentro la legislatura».
Tempi a cui pensa anche il presidente della commissione giustizia della Camera Giulia Bongiorno, che respinge al mittente le accuse di sostenere una legge che tutela interessi di parte. «La riforma degli avvocati ha un solo obiettivo: quello di assicurare l’indipendenza della categoria. L’iter è ancora lungo – spiega Giulia Bongiorno – ma lavoriamo per portare a casa lo statuto entro la legislatura».
Soddisfatto ma scaramantico il presidente dell’Oua Maurizio de Tilla. «Ora c’è il sole speriamo che non piova domani». Ma sul domani non c’è certezza. Almeno per quanto riguarda la data per completare l’esame del testo e passare al voto degli altri emendamenti, fermi per ora all’articolo 16.

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