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Avvocati, ok alle società miste

Semaforo verde all’esercizio della professione forense anche da parte di società di persone, di capitali e cooperative, ma con una «conditio sine qua non»: il numero dei soci professionisti (e la loro partecipazione al capitale sociale) deve esser tale da «determinare la maggioranza di due terzi nelle deliberazioni, o decisioni dei soci».

E stop all’esclusiva di Poste italiane per i servizi di notificazione e comunicazione di atti giudiziari e multe per violazioni del codice della strada. A deciderlo ieri i deputati delle commissioni riunite finanze e attività produttive della camera, che stanno terminando l’esame degli articoli e degli emendamenti del disegno di legge governativo sulla concorrenza (3012 e Abb.); i lavori dovrebbero concludersi questo pomeriggio, con il via libera alle misure per incrementare la concorrenza nella distribuzione farmaceutica poiché, come ha riferito il sottosegretario allo sviluppo economico Simona Vicari, l’aula dovrebbe avviare la discussione generale il prossimo 21 settembre.

Le società multidisciplinari, dunque, hanno ricevuto il primo via libera parlamentare: come già precisato, il testo dispone che la maggioranza di due terzi sia composta da professionisti, in mancanza della quale sarà previsto «lo scioglimento della società», e il consiglio dell’ordine presso il quale la realtà produttiva è iscritta dovrà procedere «alla cancellazione dall’albo, salvo che la società non abbia provveduto a ristabilire la prevalenza dei soci professionisti nel termine perentorio di sei mesi». A esprimere soddisfazione Andrea Mazziotti di Sc (partito che aveva presentato l’emendamento passato), presidente della commissione affari costituzionali di Montecitorio, secondo cui le società multidisciplinari saranno «una realtà positiva non solo per i giovani professionisti, ma anche per i cittadini che potranno avere servizi più integrati e di qualità»; sempre ieri, al termine di un incontro con il ministro dello sviluppo economico Federica Guidi, il presidente del Consiglio nazionale forense Andrea Mascherin, aveva fatto sapere di essere pronto a «collaborare allo studio di soluzioni riguardanti l’avvocatura per risolvere eventuali criticità».

Fra le norme varate, oltre a quelle finalizzate a razionalizzare la rete dei carburanti, una che punta a incrementare il livello di trasparenza nella vendita di polizze assicurative accessorie a contratti di finanziamento e mutui. Il testo, che ha subito una serie di correzioni, stabilisce che gli intermediari assicurativi, le banche, gli istituti di credito e gli intermediari finanziari «sono tenuti a sottoporre il proprio preventivo al cliente»; quest’ultimo deve essere «debitamente informato al momento della sottoscrizione», avendo comunque «il diritto di recedere, senza spese, dal contratto di polizza assicurativa entro 60 giorni dalla sottoscrizione». Novità in vista, poi, grazie all’abrogazione di alcune leggi che disciplinavano le attività finora affidate (in via esclusiva) al fornitore del servizio universale, cioè Poste italiane, per esigenze di ordine pubblico; cadendo la riserva, vengono perciò aperti alla concorrenza i servizi riguardanti le notificazioni di atti tramite posta (come le contravvenzioni e altra documentazioni giudiziaria), prospettiva vista con favore da Luca Palermo, amministratore delegato di Nexive e presidente di Fise Are Confindustria, secondo cui si tratta di «un deciso passo in avanti verso la piena liberalizzazione del settore in Italia», mediante interventi che, ha concluso, «crediamo possano contribuire in maniera determinante alla ripresa dell’economia del paese, oltre che portare ingenti risparmi».

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