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Avvocati, nuovi parametri

Via libera al restyling dei parametri degli avvocati. Il ministro della giustizia, Paola Severino, ha infatti presentato ieri all’avvocatura un progetto di revisione dei compensi dei legali che, secondo quanto afferma la stessa categoria, verrà diffuso oggi in un documento ufficiale. Mentre si fa sempre più in salita la strada per l’obbligatorietà della mediazione. L’emendamento al decreto sviluppo bis presentato in commissione industria del senato dovrebbe infatti essere accantonato. Ma vediamo nel dettaglio.

Il documento. Si è tenuto ieri l’incontro tra l’Oua e le associazioni forensi e il ministero della giustizia sulla revisione dei parametri dei compensi per gli avvocati. Il guardasigilli, secondo quanto comunica l’Oua in una nota, ha recepito le istanze della categoria all’interno di un progetto di restyling dei valori. Queste le linee direttrici: aumentare i valori per il procedimento monitorio e per l’atto di precetto; introdurre una voce di compenso denominata spese generali; eliminare la previsione secondo cui l’assenza di prova del preventivo di massima costituisce elemento di valutazione negativa da parte dell’organo giurisdizionale per la liquidazione del compenso. Il progetto prevede poi: un meccanismo di parametrazione più preciso per lo scaglione di valore superiore a 1,5 milioni di euro; eliminare la previsione della «fase esecutiva» e inserire una voce autonoma per il processo esecutivo; tagliare la riduzione del compenso sino alla metà prevista dagli artt. 9, 10 e 12, comma 5; eliminare il comma 5 dell’art. 4 che sancisce un aumento del compenso in caso di raggiunta conciliazione; integrare l’art. 4, comma 1 e la tabella A con la fase della mediazione edinserire nella tabella B la fase dell’investigazione difensiva. Ma anche di integrare all’art. 4, comma 7 «nella liquidazione delle spese di soccombenza il giudice deve tenere in considerazione il contratto stipulato tra la parte vittoriosa e il suo difensore e, mediante provvedimento motivato, può discostarsi dal compenso in esso pattuito solo nel caso in cui lo stesso sia sproporzionato rispetto ai parametri del presente decreto». Invece, rimane irrisolta la modifica della retroattività della norma. La richiesta della categoria era quella di un cambiamento dell’art. 41 prevedendo che i parametri si applicassero esclusivamente all’attività svolta successivamente al 22 agosto 2012. «Quella di oggi è una buona notizia per il buon funzionamento della macchina giudiziaria», afferma il presidente dell’Oua, Maurizio de Tilla, «e mi rivolgo sempre al ministro Severino: si proceda allo stesso modo con la mediazione, accantonando l’emendamento presentato al decreto Sviluppo al senato dalle lobby della privatizzazione della giustizia che tende a reintrodurre l’obbligatorietà bocciata dalla Consulta. Ma anche riaprendo il confronto urgente sulla geografia giudiziaria, a maggior ragione dopo il primo rinvio alla Corte costituzionale per la chiusura del tribunale di Pinerolo». L’altro ieri il Cnf aveva invece inviato nuovamente al ministero della giustizia un documento già inoltrato a settembre relativo al decreto Parametri, individuandone illegittimità e necessarie modifiche.

La mediazione. Sembra decadere, invece, la possibilità di reintroduzione dell’obbligatorietà della mediazione, bocciata dalla Corte costituzionale. L’emendamento al dl sviluppo bis presentato in commissione industria, infatti, dovrebbe essere accantonato, come risulta anche al presidente del Cnf, Guido Alpa. Lo stesso Alpa ha infatti inviato ieri una lettera la presidente del senato, Renato Schifani, che sarà ospite al congresso nazionale di Bari al via domani, chiedendo il respingimenti degli emendamenti che reintroducono l’obbligatorietà. A sua volta Schifani ha girato la lettera al presidente della commissione, Renato Cursi «confidando nella sua notoria professionalità e competenza nel valutare gli aspetti di ammissibilità o meno».

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