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Avvocati in più associazioni

Chance per gli avvocati di aderire a più associazioni, ampliando così il raggio d’azione della libera attività economico-professionale. E nessuna censura (né sospensione dalla pubblica funzione svolta) per i notai che, al fine di esser maggiormente competitivi sul mercato decidono di dare una sforbiciata agli onorari, si servono di procacciatori di clienti, oppure ricorrono a «forme pubblicitarie non consentite dalle norme deontologiche» della professione. È un cantiere aperto il disegno di legge sulle concorrenza ideato dal ministero dello sviluppo economico e di cui già circolavano indiscrezioni, nelle settimane passate, mentre sembrava certo l’approdo del testo a palazzo Chigi per l’approvazione entro l’anno appena trascorso (si veda ItaliaOggi del 20/11/2014).

E, stando alla più recente bozza, le norme su cui è all’opera il dicastero di Federica Guidi sono orientate alla liberalizzazione di alcuni settori ora appannaggio dell’avvocatura, giacché si è orientati a cancellare la previsione per cui l’attività di consulenza legale e di assistenza stragiudiziale, laddove connessa all’attività giurisdizionale, è di competenza dei soli iscritti agli albi forensi (così come stabilito dalla riforma dell’ordinamento professionale, legge 247/2012); in tal modo, altre categorie verrebbero coinvolte nello svolgimento di tali prestazioni, come già avviene in ambito contabile, tributario e amministrativo. Agli avvocati si punta a dare l’opportunità di figurare come soci anche in più di una associazione, mentre s’interviene sul «patto di quota lite» (già oggetto di proibizione nel cosiddetto decreto Bersani, legge 248/2006, laddove si disponeva che legali, procuratori e patrocinatori non avrebbero potuto stipulare con i loro clienti un accordo relativo «ai beni che formano oggetto delle controversie affidate al loro patrocinio, sotto pena di nullità e dei danni»), non vietando più le intese mediante le quali il professionista potrebbe percepire come compenso, in tutto, o in parte, una parte del bene oggetto della prestazione, o della ragione litigiosa. Novità in vista anche per i notai: il ddl (oltre a imprimere una maggiore concorrenzialità, consentendo, fra l’altro, ai singoli di rivedere al ribasso i compensi) punta a fissare che il numero e la residenza per ciascun distretto siano «determinati con decreto del ministero della giustizia emanato, uditi i consigli notarili e le corti d’appello, tenendo conto della popolazione, dell’estensione del territorio e dei mezzi di comunicazione e procurando che, di regola, a ogni posto notarile corrisponda una popolazione inferiore a 7 mila abitanti». E, infine, i tecnici ministeriali intendono facilitare la possibilità di cambiare l’operatore telefonico, servendosi di internet: le nuove procedure telematiche di migrazione tra gestori di telefonia mobile, si legge, verranno definite in un decreto dei Viminale che dovrà essere adottato, di concerto con il dicastero dello sviluppo economico, entro tre mesi dall’entrata in vigore della legge.

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