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Avvocati di strada alla riscossa

di Anna Irrera e Marzia Paolucci  

Più extracomunitari, uomini e maggiormente coinvolti in pratiche di diritto amministrativo rispetto al civile e al penale. È l'identikit dei destinatari delle 2.212 pratiche aperte dall'Associazione Avvocato di strada nel 2010 che ha pubblicato il rapporto della sua attività di sportello attiva ormai in 19 città italiane.

Il progetto, realizzato per la prima volta nel 2000 nell'ambito dell'Associazione Amici di Piazza Grande, nasce dalla necessità di poter garantire un apporto giuridico qualificato ai cittadini senza fissa dimora. La tutela legale viene prestata presso un ufficio, il cosiddetto «sportello» organizzato come un vero e proprio studio legale nell'accoglienza, consulenza e nella apertura delle pratiche. Tutte le persone senza dimora che hanno problemi legali possono presentarsi agli sportelli senza appuntamento e senza dover essere inviati da nessun servizio.

Il rapporto. Rispetto al 2009, nel 2010 sono aumentate tutte le pratiche a cominciare da quelle italiane visto che dai 395 di nostri concittadini del 2008 siamo passati a 624 assistiti per l'anno scorso. Per area giuridica, vince il diritto amministrativo con 1.021 pratiche pari al 46% del totale, seguite dal 44% di civile con 978 pratiche e un 10% di penale.

Nel diritto amministrativo svettano le 599 pratiche relative ai permessi di soggiorno e le 305 riferite a fogli di via e ai decreti di espulsione. Seguono in quantità molto inferiore i procedimenti amministrativi per reati legati agli stupefacenti (ritiro patente ecc.) le sanzioni per violazioni al Codice della strada e il mancato pagamento di imposte, tasse e contributi. «Tra le pratiche di diritto civile le principali problematiche degli utenti di Avvocato di strada» si legge nel rapporto, «riguardano la tutela del Diritto alla Residenza, cresciuto con l'approvazione del pacchetto sicurezza dell'attuale Governo, e le problematiche legate al lavoro, molto cresciute quest'anno anche per via della crisi economica».

Quanto al diritto penale tra i casi più frequenti sono i procedimenti in qualità di persona offesa (aggressioni, minacce, molestie ecc.) i reati contro il patrimonio (rapina, furto, ricettazione truffa, ecc.) e contro la persona

I dati relativi alla provenienza degli utenti differiscono molto da città a città. Ma dalle informazioni globali si nota che gli extracomunitari hanno rappresentato il 62% e i 624 italiani che si sono rivolti all'Associazione il 28% con una percentuale di comunitari, 227 in tutto, pari al 10%.

Una situazione preoccupante denunciata dallo stesso presidente dell'Associazione Antonio Mumolo nel corso della presentazione del rapporto: «Crescono ancora i casi di persone italiane», afferma il presidente dell'Associazione Antonio Mumolo, «che perdono il lavoro, non riescono a pagare le bollette e finiscono in strada: l'effetto della crisi si sta ancora facendo sentire pesantemente. In circa due anni sono raddoppiati i casi relativi alla patria potestà e ai figli minori: finire in strada è un dramma doppio per chi ha famiglia e non riesce a tenerla unita».

Quanto ai dati relativi al sesso degli utenti, nel 2010 gli uomini assistiti sono stati 1.566, e rappresentano il 71% del totale. Le donne sono 645, pari al 29% del totale. È stata inoltre assistita una persona transgender, pari allo 0.1% del totale. Rispetto all'anno precedente i dati per distinzione di genere sono rimasti sostanzialmente invariati

Oggi gli sportelli di Avvocato di strada sono presenti a Ancona, Bari, Bologna, Bolzano, Ferrara, Foggia, Jesi, Lecce, Macerata, Milano, Modena, Napoli, Padova, Pescara, Roma, Reggio Emilia, Rovigo, Taranto, Trieste. All'attività partecipano a rotazione avvocati che forniscono gratuitamente consulenza e assistenza legale ai cittadini privi di dimora, oltre a volontari che si occupano della segreteria e della conduzione dell'ufficio.

Altri avvocati, inoltre, pur non partecipando direttamente all'attività dello sportello, danno la loro disponibilità a patrocinare gratuitamente uno o due casi l'anno riguardanti persone senza fissa dimora.

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