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Avvocati d’affari, vertici squilibrati Solo il 21% è donna

Gli avvocati (donne e uomini) cominciano il loro percorso di carriera in condizioni di pressoché assoluta parità. I praticanti negli studi inseriti nella Best 50 sono esattamente suddivisi a metà tra uomini e donne. Poco cambia quando si sale di grado e si diventa collaboratori (associati): il 49% sono donne. Un po’ di distacco, invece, comincia a vedersi quando si arriva al grado di counsel: le donne scendono al 45%. «Se si considera che questo livello sta diventando sempre di più quello che precede l’eventuale partnership, si capisce il problema», afferma Nicola Di Molfetta, direttore di MAG e Legalcommnity.

«Le partnership sono costruite su criteri e meccanismi che poco si adattano alle caratteristiche delle professioniste e rispondono a un modello culturale ancora datato e legato a una visione tutta al maschile. L’attenzione alla componente femminile nella governance degli studi è però un primo passo che stiamo registrando tra gli studi legali che abbiamo analizzato.È’ in atto una transizione che, gradualmente, sta conducendo alla diffusa revisione dei modelli organizzativi degli studi legali d’affari», dice ancora Di Molfetta.

Anche se dagli iscritti all’ente previdenziale di categoria risultano 115.724 donne, a fronte di 115.571 uomini, il problema per le donne continua ad essere il salary gap. Guadagnano molto meno dei loro colleghi maschi e subiscono in maniera più pesante gli effetti della crisi. «Un’avvocata italiana, in media, ha un reddito professionale di poco superiore a 25mila euro, a fronte dei 40.180 dichiarati dai colleghi. – prosegue Di Molfetta –. E si tenga presente che quello evidenziato dal Censis in quest’ultima ricerca è ancora un dato pre-Covid. Riferito al 2019. Un anno segnato comunque dal rallentamento delle attività, subito in maniera preponderante, neanche a dirlo, dalle avvocate». Che tipo di inquadratura hanno le avvocate d’affari? «Rappresentano il 44% della popolazione del mercato dei servizi legali d’affari». È dunque donna un socio su cinque. «In sette studi su cinquanta (Eversheds Sutherland, EY, Grande Stevens, La Scala, Sutti, Toffoletto De Luca Tamajo e Trevisan & Cuonzo) il numero di professioniste supera quello di avvocati uomini. In altri quattro studi, poi, la suddivisione delle categorie di genere è praticamente paritaria (si tratta di Baker McKenzie, Osborne Clarke, Pavia e An-saldo e Rödl & Partner).La prova

Se invece si guarda alla seniority e all’inquadramento delle professioniste, si nota che solo il 21,3% dei partner è donna (quello che si diceva all’inizio dell’articolo). «Chi tutela i diritti degli altri ha inevitabilmente un peso diverso, non a caso si parla di ruolo sociale dell’Avvocatura», dichiara Tatiana Biagioni, presidente Avvocati Giuslavoristi Italiani-Agi. «Il tema delle Pari opportunità è molto rilevante, anche professionalmente. Ma le donne guadagnano meno della metà degli uomini, anche al Nord. Il dato è disarmante. Quindi bisogna invertire la rotta»

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