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Avvocati d’affari, la ripresa c’è

Attesa da anni, l’inversione di tendenza per il mercato della consulenza legale d’affari è ora una realtà. Nel 2014, le cinquanta law firm top del settore hanno mosso un giro d’affari complessivo di 1,7 miliardi di euro, in crescita del 2,6% rispetto all’anno precedente. Per avvocati e studi associati si tratta di una scossa che smuove il settore dopo due anni sofferti, con il 2012 e il 2013 chiusi con un giro d’affari in flessione. Le stime si devono a legalcommunity.it che ha analizzato l’andamento dei fatturati delle prime 50 realtà attive in Italia.
Quella cominciata nel 2014 sembra in tutto e per tutto una nuova fase di espansione, sostenuta dalla ripresa dell’attività sul fronte M&A e dal buon andamento del segmento capital markets che, tra quotazioni ed emissioni corporate, è riuscito a far marciare a pieni giri i dipartimenti di diritto finanziario.
I big player 
Il settore risulta fortemente concentrato. Infatti, il 75% dei quasi 1,7 miliardi di fatturato totalizzati dalle prime 50 realtà operanti in Italia, viene realizzato solo dai primi 25 studi. E tra questi solo in quattro si piazzano sopra quota 100 milioni di euro: Bonelli Erede Pappalardo (con un fatturato di 137 milioni di euro), Chiomenti (125 milioni), Gianni Origoni Grippo Cappelli (110 milioni) e Pirola Pennuto Zei (106,6 milioni).
Lo studio guidato da Stefano Simontacchi e Marcello Giustiniani non solo è stato tra i protagonisti dell’operazione d’integrazione tra Alitalia ed Etihad, affiancando la ex compagnia di bandiera nazionale, ma ha anche assistito i cinesi di Shanghai Electric nell’acquisizione del 40% di Ansaldo Energia e Beni Stabili nella fusione a tre con Polaris e Investire Immobiliare che ha dato vita alla seconda Sgr del real estate attiva in Italia.
In questa operazione, così come nella fusione tra Alitalia ed Etihad, Bonelli Erede Pappalardo ha avuto tra le sue controparti lo studio Chiomenti che, con 44 operazioni messe a segno, è stato il dominatore del mercato M&A nel 2014. Chiomenti, in particolare, ha firmato l’acquisizione del 35% di Cdp Reti per conto di State Grid of China, così come l’accordo sull’ingresso di Rosneft in Camfin per conto della Nuove Partecipazioni. Un dossier su cui lo studio ha lavorato anche nei mesi scorsi agendo sempre al fianco di Tronchetti Provera in occasione dell’arrivo di ChemChina a capo della catena di controllo su Pirelli.
In quest’operazione è riuscito a ritagliarsi un ruolo anche lo studio Gianni Origoni Grippo Cappelli che ha cominciato il 2015 firmando operazioni come la conquista di World Duty Free da parte di Dufry, l’acquisizione di Ansaldo Sts da parte di Hitachi e il passaggio di Sorin a Cyberonics, confermando il trend che nel 2014 lo ha visto, tra l’altro, protagonista nelle privatizzazioni, agendo per Cdp nella cessione di Tag a Snam e nella vendita di Reti a State Grid oltreché conquistando il mandato per assistere il Mef nella quotazione di Poste.
I più dinamici
Il mercato dei servizi legali italiano continua a essere dominato dagli studi legali tricolori. Se si tengono in considerazione i primi 25 studi nella classifica di legalcommunity.it emerge che le insegne nazionali hanno mediamente centrato una crescita del 6,7% nel corso dell’ultimo esercizio, mentre quelle inglesi e quelle americane si sono “fermate” nell’ordine a +3% e +3,7%.
A crescere di più sono stati Cba (+25%) che oltre alla spinta del suo dipartimento fiscale ha beneficiato del buon andamento dell’area che si occupa di infrastrutture ed energia e Pavesi Gita Verzoni (+21,7%) che si è confermato nel suo ruolo di boutique di corporate m&a affiancando la famiglia Rovati nella vendita di Rottapharm Madaus al gruppo Meda per 2,7 miliardi di euro.
A seguire Legance e Grimaldi, entrambi con un incremento del 20% che ha portato i rispettivi fatturati a 60 e 24 milioni di euro. Legance, in particolare, ha seguito Banca Carige nella cessione del ramo assicurativo ad Apollo e BSkyB nell’acquisizione di Sky Italia. Grimaldi, invece, ha raddoppiato le proprie dimensioni rispetto a due anni prima, rafforzandosi in settori come il banking & finance e investendo nella propria dimensione internazionale.
Le dimensioni
Nonostante il ritorno del segno positivo per i fatturati, però, i primi 50 studi legali attivi in Italia, stando sempre ai dati di legalcommunity.it, hanno continuato a lavorare sul recupero della redditività e in particolare sulla ridefinizione dei propri organici. Nel settore, l’emorragia di posti di lavoro non si è ancora arrestata. Il numero complessivo dei professionisti occupati in queste realtà si è fermato a 4.993, l’1,28% in meno rispetto al 2013. In crescita del 7,5%, invece, il numero di partner.

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