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Avvocati con pari opportunità

Comitati pari opportunità obbligatori nei consigli degli avvocati. E all’interno dei consigli stessi deve essere rispettata nelle procedure di elezione la parità di genere: un terzo del genere meno rappresentato, che attualmente sono le donne. Il 2 febbraio entrerà in vigore la legge 247/2013 (Nuova disciplina dell’ordinamento forense) che regolamenta l’organizzazione e l’esercizio della professione e l’operatività degli Enti istituzionalmente preposti alla rappresentanza della professione ordinistica.

Tra le nuove norme istituzionali spicca in particolare una nuova previsione, ripetuta «tra le righe» dei diversi articoli sulla composizione di ordini, Cnf e Collegio distrettuale di disciplina. E che recepisce «trasversalmente» nel nuovo Ordinamento forense, facendola in un certo senso propria la «legge sulle quote di genere» (legge 120/2011 in vigore dall’agosto 2012, anche nota come Legge Golfo -Mosca).

Per disposto degli artt. 25 e 28 della legge professionale risulta infatti che «_ presso ogni Consiglio dell’Ordine è costituito il Comitato pari opportunità degli avvocati, eletto con le modalità stabilite con regolamento approvato dal Consiglio dell’Ordine_.», « i componenti del Consiglio sono eletti dagli iscritti con voto segreto in base al regolamento»_ il quale «deve prevedere in ossequio all’art. 51 Cost. che il riparto dei Consiglieri da eleggere sia effettuato in base a un criterio che assicuri l’equilibrio tra i generi. Il genere meno rappresentato deve ottenere almeno 1/3 dei consiglieri eletti». La prescrizione di «garantire la rappresentanza tra i generi» nella composizione numerica dei consigli territoriali è ripetuta all’art. 34 con riferimento all’Ente ad essi sovraordinato. Sancendosi espressamente per i membri del Cnf che «le elezioni per la nomina dei componenti_» «_ non sono valide se non risultano presenti entrambi i generi». Lo stesso dicasi per i nuovi consigli distrettuali di disciplina. All’art. 50 si legge infatti che «il Consiglio distrettuale di disciplina è composto da membri eletti su base capitaria e democratica con il rispetto della rappresentanza di genere di cui all’art. 51 Cost. secondo il regolamento approvato dal Cnf».

Attualmente gli ordini territoriali che hanno al loro interno un Comitato pari opportunità (Cpo) sono 70 (su 175). Tra questi vi è il Cpo del Consiglio dell’Ordine degli avvocati di Milano, la cui compagine è in scadenza proprio in questi giorni (venerdì 8 febbraio dalle 8,30 alle 14,30 nella Sala conferenze «Egidio Gualdoni» del Consiglio si terranno le elezioni Cpo per il biennio 2013 -2014, in unico turno; 33 le candidature pervenute al 18 gennaio, sono tuttavia eleggibili tutti gli iscritti all’Albo avvocati, i quali tutti hanno altresì uguale diritto di voto. Maggiori dettagli sul sito www.ordineavvocatimilano.it). Dei 15 membri del Cpo, 12 sono da eleggersi da parte di tutti gli iscritti all’Albo; mentre tre verranno designati dal Consiglio dell’Ordine entro 30 giorni dalla proclamazione degli eletti. Per regolamento, coloro che si candidano alle elezioni del Consiglio dell’Ordine non possono candidarsi a quelle del Cpo, e viceversa. Vista la nuova obbligatorietà sancita ora per tutti gli ordini dalla legge professionale, il numero dei Cpo presso i consigli è destinato ad aumentare. Ulteriormente va detto che a parte Milano che nel Consiglio conta già 5 donne su 15 consiglieri, a livello nazionale le consigliere donne degli ordini sono generalmente in numero più limitato. Solo due consigliere (su 21 membri) siedono poi in seno al Cnf. Vista tuttavia la previsione di legge, per le prossime elezioni dei membri interni del rispetto delle quote di genere e con la misura obbligatoria di 1/3 per il genere meno garantito, il numero delle professioniste in posizione apicale è destinato ad aumentare, sia a livello territoriale che a livello nazionale. Ad oggi il genere meno garantito (e rappresentato) nella compagine istituzionale dell’Avvocatura è quello femminile (su 260 professionisti la percentuale femminile è del 48%). Il dato numerico è tuttavia in costante e progressiva crescita in favore delle donne avvocato.

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