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Avvocati, clienti da profilare

Gli avvocati devono conservare nel fascicolo la profilazione del cliente. Per valutare gli eventuali rischi antiriciclaggio e dimostrare, all’occorrenza, il corretto assolvimento dell’obbligo di adeguata verifica del cliente. Lo consiglia il vademecum messo a punto dalla Commissione antiriciclaggio del Consiglio nazionale forense che ha fornito indicazioni sintetiche e prime risposte agli avvocati, sotto forma di Faq, in merito agli adempimenti prescritti dal dlgs 231/2007 e successive modifiche e integrazioni e in vista del recepimento della quarta direttiva antiriciclaggio, entro il 26 giugno 2017.

Riguardo l’eventuale obbligo di compilazione della scheda di valutazione del rischio in riferimento al cliente, il Cnf specifica che l’avvocato non è tenuto a compilare nulla, ma «è tuttavia opportuno conservare all’interno del fascicolo del cliente un documento da redigersi allorquando questi viene identificato, nel quale l’avvocato effettua appunto una valutazione del rischio cliente sotto i profili antiriciclaggio, in questo supportato dagli indicatori di anomalia e dagli schemi di anomalia».
All’interno del documento sono allegati inoltre uno schema di registro cartaceo, uno schema di informativa al cliente e un modello di valutazione del rischio. Tornando alle Faq, vengono indicate le modalità da seguire per la segnalazione all’Uif che deve avvenire in via telematica, tramite il portale Internet dedicato disponibile sul sito Uif.

L’avvocato segnalante deve comunicare, tra le altre cose, i dati del segnalante, i dati del soggetto segnalato e, qualora il cliente operi per conto terzi, anche i dati di quest’ultimo soggetto. Inoltre, vanno comunicate le informazioni sull’operazione oggetto di segnalazione e i motivi del sospetto. Altro punto importante, gli obblighi di formazione per i collaboratori che fanno parte dello studio del professionista con riferimento alla normativa antiriciclaggio.

Il Cnf spiega che è stabilito un generale obbligo di adozione delle misure necessarie per assicurare la conoscenza aggiornata della nuova normativa, «anche con riferimento a collaboratori e dipendenti dello studio».

Gli strumenti utili all’avvocato per orientarsi ai fini della segnalazione sono i principi contenuti nella legge antiriciclaggio, gli indicatori di anomalia contenuti nel dm 16 aprile 2010 e gli schemi di anomalia predisposti dall’Uif in relazione a diverse fattispecie. Gli indicatori di anomalia, spiega il Cnf, si propongono di ricostruire il quadro normativo di riferimento e di fornire una serie di «indici» e di «criteri generali» utili al fine di consentire all’avvocato di porsi consapevolmente di fronte all’assolvimento dell’obbligo di segnalazione. Il decreto delinea una serie di macro-categorie di indicatori: gli indicatori connessi al cliente, gli indicatori connessi alle modalità di esecuzione delle prestazioni professionali, quelli relativi alle modalità di pagamento dell’operazione, quelli relativi alla costituzione e amministrazione di società, trust e analoghi, gli indicatori relativi ad operazioni aventi ad oggetto beni immobili o mobili registrati, gli indicatori relativi a operazioni contabili e finanziarie.

Gabriele Ventura

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