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Avvocati, calo del fatturato doc

Dare rilevanza alla sola data di ultimazione della prestazione professionale ai fini del calcolo del calo di fatturato necessario per accedere ai sostegni Covid. Anche se tale criterio appare in contrasto con le indicazioni fornite dall’amministrazione finanziaria. Il Consiglio nazionale forense il 31 marzo ha diffuso una scheda di sintesi sulla modalità di determinazione del calo di fatturato per l’accesso al fondo perduto ex decreto sostegni (articolo 1, decreto legge 41/2021), un chiarimento riguardante sì gli avvocati ma che potrebbe avere rilevanza generale per tutti i professionisti. Il comma 4, dell’articolo 1 del citato decreto prevede come condizione per l’ottenimento del contributo a fondo perduto, che l’ammontare medio mensile del fatturato annuo 2020 sia almeno inferiore del 30% rispetto all’ammontare medio mensile del fatturato annuo 2019 e, al fine di calcolare correttamente gli importi concorrenti alla determinazione del fatturato, così come previsto nelle precedenti edizioni del contributo a fondo perduto (articolo 25, comma 4, decreto legge 34/2020 e articolo 1, decreto legge 137/2020), prescrive di far «riferimento alla data di effettuazione dell’operazione di cessione di beni o di prestazione dei servizi».

Nel documento del Cnf in esame, si sostiene che l’utilizzo «del suddetto criterio di competenza potrebbe creare difficoltà per i professionisti». Vi è descritto il caso di un avvocato con compensi percepiti nel 2019 ma per una prestazione resa nel 2018: per il Cnf «tale compenso non va considerato nell’anno 2019, cosi riducendo il fatturato dell’anno cui rapportare quello dell’annata pandemica 2020». Il momento di conclusione della prestazione può essere differente sia «dall’atto del pagamento del corrispettivo», sia (se precedente) dalla «data della fattura», che rappresentano nella normativa Iva, la «data di effettuazione dell’operazione», ex articolo 6, commi 2 e 3, del dpr 633/72. Infatti, secondo l’interpretazione delle Entrate, il calcolo del fatturato deve tenere conto dell’ammontare complessivo del fatturato degli anni 2019 e 2020, giacché, nelle istruzioni contenute nell’istanza di trasmissione del contributo a fondo perduto si statuisce che «devono essere considerate tutte le fatture attive (al netto dell’Iva) con data di effettuazione dell’operazione compresa tra il 1° gennaio e il 31 dicembre degli anni 2019 e 2020». Indicazioni coerenti con la posizione assunta dalla stessa Agenzia con la Guida di aprile 2021, ove con riguardo alle fatture immediate, si raccomanda di considerare, quale elemento dirimente, la data della fattura.

Nella Guida, si afferma, altresì, come siano considerati «validi i chiarimenti forniti con le circolari n. 15 del 13 giugno 2020 e n. 22 del 21 giugno 2020», in cui, con riferimento alle precedenti edizioni del contributo a fondo perduto, l’Agenzia chiariva il principio secondo cui «La data da prendere a riferimento e quella di effettuazione dell’operazione che, per le fatture immediate e i corrispettivi, e rispettivamente la data della fattura».

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