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Avvocati, benzinai e tassisti. Il giorno della grande protesta

di Dino Martirano

ROMA — Benzinai (divisi) pronti a 7 giorni di serrata, tassisti sul piede di guerra con un fermo delle auto bianche già previsto per il 23, ferrovieri in sciopero per 24 ore dalla sera del 26, farmacisti e professionisti in attesa che il governo prenda le decisioni definitive sulla vendita libera dei medicinali di fascia C e sulla conferma dell'abolizione delle tariffe minime. È una vigilia davvero tesa quella del Consiglio dei ministri che venerdì varerà con un decreto legge il «pacchetto liberalizzazioni» capace di incidere positivamente su milioni di cittadini ma altamente indigesto per le categorie interessate.
Ieri sera, comunque, si è chiuso in un clima più sereno l'incontro tra il ministro della Giustizia, Paola Severino, e i rappresentanti di 20 ordini professionali (notai, avvocati, giornalisti, architetti, etc): «Ho ribadito — ha detto il Guardasigilli — che non è all'esame alcun provvedimento di abolizione degli ordini né degli esami di Stato…. ma verrà chiarito che la negoziazione dei compensi è libera, essendo già stata a suo tempo prevista l'abrogazione delle tariffe». Annunciato anche l'ampliamento della pianta organica dei notai. Soddisfatti Claudio Siciliotti (commercialisti) ed Enzo Jacopino (giornalisti) mentre Guido Alpa (Consiglio nazionale forense) ha annunciato che gli avvocati promuoveranno proteste in occasione dell'inaugurazione dell'anno giudiziario.
Restano ancora tre giorni per limare il decreto e ieri si è levata la voce del presidente del Senato, Renato Schifani, che ha attaccato «le rendite di posizione e la difesa degli interessi corporativi». Tuttavia, Schifani ha indicato un percorso per non penalizzare piccole imprese e singoli lavoratori autonomi: «Quella delle liberalizzazioni è una riforma alla quale occorre accostarsi con un approccio complessivo, possibilmente partendo dalle liberalizzazioni strategiche nei grandi settori dei servizi pubblici — dall'energia agli ambiti economici di maggiore rilevanza — per poi includere quelle più settoriali».
Sarà una settimana di disagi. Due sigle dei benzinai, la Figisc e l'Anisa Confcommercio, hanno minacciato 7 giorni di sciopero soprattutto contro la norma che «autorizza gli impianti a funzionare 24 ore su 24 solo nella modalità self service». Ma la Faib Confesercenti e la Fegica Cisl giudicano questa serrata annunciata una «iniziativa precipitosa e intempestiva»: «La stragrande maggioranza dei gestori guarda infatti con interesse e ripone grandi speranze nella liberalizzazione del settore». Il Codacons ha poi avvertito: in caso di sciopero, «scatterebbero immediatamente le denunce sia alla procura della Repubblica che alla commissione di garanzia per l'attuazione della legge sullo sciopero».
I tassisti, i cui rappresentanti saranno ascoltati oggi dal governo, continuano la mobilitazione contro la liberalizzazione delle licenze. Ma ieri al presidio del Circo Massimo mancava la sigla molto rappresentativa dell'Uritaxi di Loreno Bittarelli che comunque non farà sconti al governo: «Se si insisterà con la liberalizzazione dei taxi ci sarà di più di uno sciopero». A Torino, infine, i tassisti hanno già fatto alcune proposte alternative: taxi collettivi, sconti per i ragazzi che tornano dalle discoteche, tariffa fissa all'interno della ztl.
 

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