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Avvocati-arbitri, giù le parcelle

Gli avvocati che svolgeranno le funzioni di arbitri percepiranno un compenso tagliato del 30%, concorrendo così a ridurre i costi dell’istituto e renderlo più appetibile. Gli arbitrati saranno assegnati ai professionisti iscritti in apposite liste, in via automatica, con rotazione, grazie ad appositi sistemi informatizzati. Gli elenchi saranno formati in base alle aree di specializzazione. Lo prevede lo schema di decreto del ministro della giustizia «Regolamento recante disposizioni per la riduzione dei parametri relativi ai compensi degli arbitri, nonché disposizioni sui criteri per l’ assegnazione degli arbitrati, a norma dell’articolo 1, commi 5 e 5-bis, del decreto-legge 12 settembre 2014, n. 132, convertito, con modificazioni, dalla legge 10 novembre 2014, n. 162». Il dm, che doveva essere emanato entro il 10 febbraio 2015 (90 giorni dall’entrata in vigore della legge di conversione del dl 132/2014 in materia di degiurisdizionalizzazione), giunge dunque con un anno di ritardo e dopo aver ottenuto il 14 gennaio scorso il via libera con osservazioni dal Consiglio di stato (parere 00142/2016) si avvia alla pubblicazione in G.U.

Il dl 132/2014 ha previsto nel comma 1 dell’unico articolo del proprio Capo I («Eliminazione dell’arretrato e trasferimento in sede arbitrale dei procedimenti civili pendenti») che in alcune controversie civili (si veda tabella in pagina) le parti, con istanza congiunta, possono richiedere di promuovere un procedimento arbitrale. Il giudice, se ci sono le condizioni per procedere, dispone la trasmissione del fascicolo al presidente del Consiglio dell’ordine forense del circondario in cui ha sede il tribunale ovvero la corte di appello per la nomina del collegio arbitrale per le controversie di valore superiore a 100 mila euro e, se le parti lo decidono concordemente, di un arbitro per le controversie di valore inferiore a 100 mila euro. Gli arbitri sono individuati, insieme dalle parti o dal presidente del Consiglio dell’ordine, tra gli avvocati iscritti da almeno cinque anni nell’albo dell’ordine circondariale che non hanno subito negli ultimi cinque anni condanne definitive comportanti la sospensione dall’albo e che, prima della trasmissione del fascicolo, hanno reso una dichiarazione di disponibilità al Consiglio stesso.

L’articolo 3 del dm ormai in dirittura stabilisce una riduzione del 30% dei parametri relativi ai compensi in favore degli arbitri, previsti dall’art. 10 del dm Giustizia 10 marzo 2014. n. 55 (determinazione dei parametri per la liquidazione dei compensi per la professione forense). La riduzione, come si legge nella relazione ministeriale, mira a garantire un significativo (e dunque incentivante) effetto di calmiere sui costi che le parti devono sopportare per la remunerazione degli arbitri.

L’altro obiettivo è garantire una effettiva rotazione nell’assegnazione degli incarichi arbitrali. Il dm disciplina la formazione di un elenco degli arbitri, a cura del presidente del Consiglio dell’ordine. Nell’elenco sono iscritti, con suddivisione in aree che coprono lo spettro delle materie civili (si veda tabella in pagina) gli avvocati che hanno reso la relativa dichiarazione di disponibilità documentando le proprie competenze professionali e la sussistenza dei requisiti di anzianità e di onorabilità (iscrizione da almeno cinque anni nell’albo dell’ordine circondariale; non aver subito negli ultimi cinque anni condanne definitive comportanti la sospensione dall’albo).

La designazione dell’arbitro da parte del presidente del Consiglio dell’ordine all’interno dell’area professionale di riferimento, o la sua sostituzione, sono operate in via automatica, con rotazione, da appositi sistemi informatizzati. Il Consiglio di stato chiede tuttavia nel parere che venga meglio specificata la situazione in cui in cui gli arbitri sono individuati concordemente dalle parti, e ciò «anche in considerazione di possibili interferenze tra concorde individuazione dalle parti e assegnazione presidenziale, con incidenza (consapevoli o meno gli interessati) sulla effettiva rotazione delle assegnazioni».

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