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Avvocati ai supplementari

di Gabriele Ventura

Gli avvocati hanno tempo fino a fine luglio per recuperare i debiti formativi. I professionisti che, al 31 dicembre 2010, non hanno maturato i 50 crediti nel corso del primo triennio (2007-2010) di applicazione del regolamento sulla formazione permanente, infatti, potranno colmare in parte questo gap recuperando entro il 31 luglio prossimo i 15 crediti mancanti. Lo ha comunicato il Consiglio nazionale forense agli Ordini territoriali con una circolare (n. 2-C-2011). Ma non è tutto. Il Cnf, con un'altra delibera (circolare n. 3-C-2011), ha deciso di riaprire il discorso sul regolamento sulle specializzazioni, invitando i presidenti degli Ordini forensi a riassumere le proprie osservazioni entro il 28 febbraio prossimo. In più, il Consiglio nazionale ha inviato un questionario su mediazione e formazione permanente per verificare lo stato dell'arte presso gli Ordini. Queste le tre delibere che il Cnf ha assunto nella seduta amministrativa del 22 gennaio scorso. E che sono frutto, comunica il Consiglio nazionale forense in una nota, «della riflessione emersa nel corso della riunione con i presidenti degli Ordini e delle Unioni regionali, nella quale si è ribadito l'impegno comune delle istituzioni forensi sulle materie di interesse dell'avvocatura». Ma vediamole nel dettaglio.

Recupero debiti formativi. Gli avvocati che non hanno maturato i 50 crediti formativi del corso del triennio 2007-2010 potranno recuperare entro il 31 luglio prossimo 15 crediti mancanti. Fermo restando l'assolvimento dell'obbligo di formazione continua per il triennio 2011-2013. La decisione del Cnf consegue alla considerazione che il primo triennio ha costituito una fase sperimentale «impegnativa» quanto alle modalità di offerta e di assolvimento dell'obbligo. Nella delibera il Cnf ha dato atto dell'impegno profuso dai Consigli dell'Ordine «per superare le difficoltà organizzative incontrate nell'offrire ai propri iscritti la possibilità di partecipare ad eventi formativi tendenzialmente gratuiti». Ha riconosciuto poi la circostanza che ormai sia diffusa la convinzione che la formazione e l'aggiornamento siano «attività imprescindibili per l'esercizio della professione». Il Cnf ha ricordato tuttavia che è «doveroso procedere a una prima verificare attenta e puntuale sull'assolvimento dell'obbligo formativo da parte degli iscritti per avere una quadro dello stato della formazione ma anche per la presenza di riflessi deontologici dell'adempimento dell'obbligo».

Specializzazioni. Il Cnf ha deliberato anche di riesaminare il testo del regolamento sulle specializzazioni, la cui entrata in vigore è prevista per il 30 giugno 2011. A questo fine, il Cnf ha chiesto agli Ordini di inviare il riepilogo delle osservazioni già avanzate in sede di dibattito, prima e dopo il Congresso forense di Genova, entro il 28 febbraio. Questo al fine di consentire una disamina più dettagliata di tutti i profili segnalati nel corso degli ultimi mesi, tenendo il passo con le scadenze temporali connesse ai procedimenti in atto. Il Cnf acquisirà poi le opinioni delle Associazioni forensi e successivamente si riunirà con gli Ordini per definire il testo del regolamento.

Questionario. Il Cnf ha infine costituito la commissione «Servizi agli Ordini e agli avvocati», coordinata da Carla Broccardo, che sta avviando una ricognizione sulle necessità e le opportunità manifestate in sede locale. Come prima iniziativa, il Cnf ha inviato un questionario in materia di mediazione e formazione continua per sapere dagli Ordini l'intenzione di accreditarsi come organismo di conciliazione o come ente formatore; la messa a disposizione dei locali nei tribunali; l'avvenuta stipula della polizza assicurativa. Sulla formazione il Cnf intende conoscere quanti eventi formativi sono stati organizzati; l'eventuale quota a carico degli iscritti; se il Consiglio ha proceduto alle verifica dell'assolvimento dell'obbligo formativo e con quali modalità; l'eventuale incidenza dell'inadempimento; la valutazione circa la fissazione in 90 dei crediti formativi previsti dal regolamento a regime.

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