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Avvisi, la notifica non è tutto

La notifica degli avvisi di accertamento non è un requisito di giuridica esistenza e di perfezionamento degli atti, ma solo una condizione integrativa d’efficacia. Pertanto l’inesistenza o invalidità della notifica non determina in via automatica la nullità dell’atto impositivo, qualora risulti in modo inequivoco che il contribuente ne abbia avuto piena conoscenza entro il termine di decadenza fissato dalla legge. Lo ha stabilito la Corte di cassazione, con l’ordinanza 30794 del 28 novembre 2018.Per i giudici di legittimità, ciò che rileva per il perfezionamento del procedimento notificatorio è la conoscenza dell’atto impositivo da parte del destinatario. Hanno ribadito, infatti, che «la notificazione non è un requisito di giuridica esistenza e perfezionamento, ma una condizione integrativa d’efficacia, sicché la sua inesistenza o invalidità non determina in via automatica l’inesistenza dell’atto, quando ne risulti inequivocamente la piena conoscenza da parte del contribuente entro il termine di decadenza concesso per l’esercizio del potere all’amministrazione finanziaria, su cui grava il relativo onere probatorio». Pertanto, ciò che conta è il raggiungimento dello scopo, purché il vizio di notifica non pregiudichi il diritto di difesa del contribuente. Al riguardo, anche i giudici di merito si sono allineati alla tesi della Cassazione. Per esempio, la commissione tributaria regionale dell’Abruzzo (sentenza 734/2018) ha sostenuto che la contestazione fa presumere la conoscenza e, dunque, sana le irregolarità della notifica degli atti di accertamento e riscossione. Il contribuente che propone ricorso non può far valere i vizi della notifica dell’atto impositivo. Se la pretesa tributaria viene impugnata vuol dire che la notifica ha raggiunto il suo scopo, che è quello di rendere conoscibile l’atto al destinatario.

Bisogna ricordare, poi, che per il perfezionamento della notificazione è sufficiente che l’atto sia entrato nella disponibilità del destinatario, anche quando lo stesso non ne prende materialmente visione perché si rifiuta di riceverlo o non lo ritira presso la casa comunale o l’ufficio postale. È richiesto che siano state compiute dal soggetto autore della notificazione tutte le formalità previste dalla legge e non che il destinatario abbia avuto effettiva conoscenza dell’atto. Al destinatario deve essere garantito il suo fondamentale diritto di difesa, ponendolo in condizione di conoscere, con l’ordinaria diligenza, il contenuto dell’atto. Nonostante l’articolo 6 dello Statuto dei diritti del contribuente (legge 212/2000) prevede che l’amministrazione debba assicurare l’effettiva conoscenza da parte del contribuente degli atti a lui destinati, la Cassazione ha precisato che il procedimento di notifica non ha come finalità di garantire al destinatario «l’effettiva conoscenza», ma di assicurargli un alto grado di conoscibilità dell’atto, osservando le procedure. Del resto, se il destinatario non ne viene a conoscenza per sua negligenza o per un suo espresso rifiuto di ricevere l’atto, quest’ultimo s’intende comunque formalmente notificato.

La sanatoria dei vizi degli atti amministrativi. La sanatoria della nullità della notificazione per raggiungimento dello scopo dell’atto, che è previsto per gli atti processuali, si applica anche agli atti amministrativi, cartelle e ingiunzioni di pagamento comprese. La Cassazione (sentenza 12007/2011) ha chiarito che la natura sostanziale e non processuale degli atti fiscali non osta all’applicazione di istituti appartenenti al diritto processuale, soprattutto quando vi sia un espresso richiamo di questi. L’articolo 60 del dpr 600/1973, che disciplina il procedimento di notifica degli atti tributari, richiama espressamente le norme del processo civile e, quindi, anche il regime di nullità e sanatorie.

Va anche rilevato che gli effetti non sono più differenti, come in passato, a seconda che il giudice ritenga gli atti impositivi nulli o inesistenti. Una notifica non è nulla ma inesistente, se effettuata senza il rispetto delle regole minime fissate dalla legge. La notifica è nulla quando, nonostante la inosservanza delle formalità o delle disposizioni di legge, tra cui quelle concernenti la persona alla quale può essere consegnata la copia dell’atto, essa avviene mediante il rilascio di copia nel luogo o a persona che possano avere un qualche riferimento con il destinatario. Ricorre l’ipotesi dell’inesistenza giuridica quando è posta in essere con un procedimento non previsto dal codice di procedura civile, al di fuori dello schema legale. Per esempio, quando la notificazione sia stata eseguita nei confronti del destinatario con consegna dell’atto in un luogo diverso da quello imposto dalla legge o a persona non abilitata. La distinzione ormai è irrilevante atteso che se la notifica viene ritenuta nulla o inesistente il contribuente non può comunque farne rilevare i vizi in sede di impugnazione dell’atto, in quanto la contestazione comporta la sanatoria per raggiungimento dello scopo.

Sergio Trovato

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