Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Avvisi esecutivi per un miliardo

di Gianni Trovati

Quella partita ieri con l'avvio degli accertamenti esecutivi è una caccia da almeno un miliardo all'anno, che l'amministrazione finanziaria intende portare in cassa grazie al taglio dei tempi fra contestazione del mancato pagamento e riscossione effettiva. Nel mirino, a regime, ci dovrebbero essere almeno 5-600mila accertamenti all'anno, vista la tendenza alla contrazione del numero delle contestazioni (con aumento, però, degli imponibili) registrato dopo il picco del 2009 (712mila atti). Numeri che accendono speranze in chi tiene i conti pubblici e timori nelle commissioni tributarie, che nei prossimi mesi rischiano di vedersi inondate di impugnazioni da risolvere in sei mesi per non far scattare comunque l'ipoteca sul contribuente.

L'ultimo trimestre del 2011 offrirà un antipasto con qualche decina di migliaia di accertamenti, una sorta di test di sostenibilità a tutto campo del nuovo strumento. Quando l'ha istituito (articolo 29 del Dl 78/2010), il Governo contava di raccogliere nell'anno del debutto dell'accertamento esecutivo 400 milioni di euro, destinati a crescere a 1,5 miliardi nel 2012 per attestarsi a quota 1,3 nell'anno successivo. Queste cifre – per i commercialisti l'esborso avrebbe potuto essere anche maggiore – vanno riviste al ribasso perché la norma originaria prevedeva il pagamento del 50% insieme all'eventuale impugnazione dell'atto, e l'efficacia della sospensiva limitata a quattro mesi anziché ai sei fissati dal Dl 70/2011 all'interno del pacchetto di norme messo in piedi per attenuare «l'invasività» degli accertamenti. Nel conto va però anche considerato l'aumento di definizioni registrato dall'agenzia, che potrebbe essere messo in relazione con un "effetto indotto" stimolato dall'affacciarsi degli accertamenti esecutivi.

Il calendario ristrutturato dai ritocchi a tappe sul nuovo accertamento mette in forse un effettivo incremento di gettito già per il 2011 (il decreto sviluppo del 2010 aveva messo in conto 400 milioni). In questi giorni dovrebbero partire gli accertamenti relativi al 2007 (prima annualità interessata), che erano stati messi in panchina a giugno quando il Dl 70/2011 aveva posticipato di tre mesi il debutto della nuova procedura "sprint" verso la riscossione. In pratica, però, l'esecutività scatta 60 giorni dopo la notifica, e la presa in carico da parte dell'agente della riscossione avviene 30 giorni dopo la scadenza di questo termine. Per i primi accertamenti inviati ieri, di conseguenza, la tagliola scatta il 3 gennaio prossimo. Per quella data, dovrebbe ormai essere diventato imponente un fenomeno che invece è destinato ad affacciarsi già dalle prossime settimane, cioè l'impennata del contenzioso in commissione tributaria. Per evitare le azioni esecutive, con tutte le conseguenze per esempio sulla solidità degli affidamenti bancari alle imprese, i contribuenti che si vedranno notificare un accertamento esecutivo si rivolgeranno alle commissioni tributarie per chiedere la sospensiva; con la speranza di ottenere risposta in 180 giorni per non vedere scattare comunque l'ipoteca. Anche su questo terreno i numeri mostrano bene il possibile effetto a regime: nel 2010 i contenziosi arrivati ai giudici tributari sono stati 291mila (8mila in meno rispetto al 2009), per cui il rischio, con 500mila accertamenti esecutivi all'anno, è di arrivare facilmente vicini al raddoppio dei dossier sui tavoli delle commissioni. Dossier che in pratica chiederanno un doppio esame, perché per prima cosa ci sarà da decidere sulla sospensiva, e poi sul merito. Ad alimentare le battaglie di carte bollate saranno anche le nuove regole sulla notifica, che rischia di annullare l'accertamento per vizi di forma (si veda Il Sole 24 Ore dell'1 e 2 ottobre). Se questi numeri si tradurranno in realtà, la speranza dei contribuenti di vedersi rispondere in sei mesi si trasformerà in una scommessa azzardata, soprattutto nelle commissioni storicamente più intasate.
 

Print Friendly, PDF & Email

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

«Nel governo stiamo ancora ragionando.Ci sono Paesi, come quelli del nord Europa, che hanno fissat...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

L’ennesima ripartenza per “l’araba fenice” d’acciaio. Probabilmente l’ultima, l’ultim...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Sulla prescrizione, tra Cartabia e Bonafede, un accordo si sta profilando come possibile. Può regg...

Oggi sulla stampa