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Avvisi bonari, sanatoria ampia

Sanatoria degli avvisi bonari per oltre la metà delle partite Iva. Il 54% degli autonomi risponde infatti ai due requisiti per la sanatoria prevista dal decreto Sostegni (dl 41/2021, pubblicato ieri nella Gazzetta Ufficiale n. 70): ricevere una comunicazione di irregolarità dall’Agenzia delle entrate e aver subito nel corso del 2020 un calo del fatturato maggiore uguale al 30%.

Il totale delle sanzioni per omesso o tardivo versamento che non sarebbero riscosse per effetto della definizione agevolata ammonta, secondo la relazione tecnica al provvedimento, a 205 milioni di euro. L’articolo 5 del decreto 41 prevede una definizione agevolata dei controlli automatizzati per le dichiarazioni relativi al periodo di imposta 2017 e 2018. Per accedere alla misura bisogna essere una partita Iva, attiva alla data di entrata in vigore del decreto, e aver subito una riduzione maggiore del 30% del volume d’affari del 2020 rispetto a quello dell’anno precedente. La riduzione deve emergere dalla dichiarazione annuale Iva relativa al periodo d’imposta 2020. Per i soggetti non tenuti alla presentazione, si guarda l’ammontare dei ricavi e/o compensi che emergono dalle dichiarazioni dei redditi del periodo di imposta 2020. La definizione consiste nell’abbattimento delle sanzioni e delle somme aggiuntive richieste con le comunicazioni di irregolarità. Si tratta in particolare delle comunicazioni che l’Agenzia delle entrate, per il periodo d’imposta 2017 ha elaborato entro il 31 dicembre 2020 ma non ha inviato (causa sospensione termini per il Covid) e quelle per il periodo d’imposta 2018 che il fisco dovrà elaborare entro il 31 dicembre 2021. La procedura di pagamento, in caso di adesione, è quella del versamento secondo le ordinarie modalità di riscossione delle somme dovute in seguito a controlli automatici, vale a dire entro 30 giorni dal ricevimento della comunicazione. In caso di mancato pagamento, in tutto o in parte, delle somme dovute alle scadenze, la definizione non produce effetti e si applicano le ordinarie disposizioni in materia di sanzioni e riscossione.

Passando al capitolo riscossione, come chiarisce anche la relazione tecnica, con riferimento alla ripresa delle notifiche delle cartelle e al piano di scaglionamento degli invii , si specifica per la prima volta che nel corso del 2021 l’Agenzia delle entrate Riscossione opererà una riduzione del 56% rispetto alle notifiche previste per il marzo 2021. Questo si traduce in mancati incassi per l’erario pari a 183,8 mln di euro mensili. Questa flessione sarà comunque recuperata nel corso del 2022 azzerando secondo le stime i cali.

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