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Avviamento ripartito fino a 10 anni

Avviamento ammortizzato al massimo in dieci anni, perché le previsioni oltre tale limite sono generalmente inattendibili. È quanto propone la nuova versione del principio contabile Oic 24 Immobilizzazioni immateriali, diffuso nella veste di bozza per la consultazione sino al 30 luglio 2013.
Dal momento che il Codice civile prevede l’ammortamento in cinque anni, limite superabile in rari casi, e attualmente l’Oic 24 consente un limite massimo di venti anni, l’Organismo italiano di contabilità (Oic) richiama l’attenzione su questo aspetto e invita gli operatori a fornire commenti.
L’Oic 24 è un principio contabile complesso perché riguarda da un lato i beni immateriali (diritti di brevetto, concessioni eccetera) e dall’altro gli oneri pluriennali (costi di impianto e ampliamento eccetera) che hanno caratteristiche più difficilmente determinabili con riferimento alla loro utilità pluriennale rispetto ai primi.
Il tutto nasce dal Codice civile che, nell’articolo 2424 relativo al contenuto dello stato patrimoniale, comprende le due diverse tipologie di costi sotto la voce Immobilizzazioni immateriali.
Dal principio contabile è stata stralciata la parte relativa alle svalutazioni per perdite durevoli di valore, oggetto di approfondimento.
Oneri pluriennali
L’iscrizione nell’attivo degli oneri pluriennali, che non è un obbligo, può essere effettuata soltanto se: è dimostrata la loro utilità futura, esiste una correlazione oggettiva con i relativi benefici futuri di cui fruirà l’azienda ed è stimabile, con ragionevole certezza, la loro recuperabilità tenendo conto del principio di prudenza.
Per esempio, i costi di start-up sono capitalizzabili se direttamente attribuibili alla nuova attività e sono limitati a quelli sostenuti nel periodo antecedente il momento del possibile avvio: tuttavia, i costi generali e amministrativi e quelli derivanti da inefficienze non possono essere capitalizzati. Inoltre, il principio della recuperabilità è rispettato se è ragionevole una prospettiva di reddito.
Anche i costi di addestramento del personale possono essere capitalizzati soltanto quando assimilabili ai costi di start up e sostenuti in relazione ad un processo di riconversione o ristrutturazione aziendale che comporta un profondo cambiamento nella struttura produttiva, commerciale e amministrativa della società, in base ad un piano approvato dagli amministratori.
Al contrario, non sono capitalizzabili i costi straordinari di riduzione del personale (per esempio, incentivi) per favorire l’esodo o la messa in mobilità dei lavoratori in quanto rimuovono inefficienze dell’impresa e l’aleatorietà della recuperabilità è elevata.
L’Oic richiama l’attenzione su questo aspetto e invita a fornire commenti.
Beni immateriali
I beni immateriali sono iscritti nell’attivo se sono soddisfatte le seguenti condizioni: sono individualmente identificabili, rappresentano diritti giuridicamente tutelati e il costo è stimabile con sufficiente attendibilità.
Un bene immateriale è individualmente identificabile quando è separabile, ossia può essere separato o scorporato dalla società e pertanto può essere venduto, trasferito, dato in licenza o in affitto, scambiato, sia individualmente sia insieme al relativo contratto, attività o passività.
I beni immateriali acquisiti a titolo gratuito non sono capitalizzabili in quanto privi di un costo e non attendibilmente valutabili.
I brevetti acquistati a titolo oneroso sono iscritti nell’attivo al costo di acquisto comprensivo degli oneri accessori. Se il contratto prevede, oltre al pagamento del corrispettivo iniziale, anche il pagamento di futuri corrispettivi aggiuntivi commisurati agli effettivi volumi della produzione o delle vendite, è iscrivibile tra le immobilizzazioni il solo costo pagato inizialmente: tutti gli altri corrispettivi sono imputati nel conto economico. Questa precisazione riguarda anche diritti d’autore e marchi.
Altre voci
Tra le altre immobilizzazioni immateriali sono compresi il diritto di usufrutto su azioni, il software applicativo “non tutelato” prodotto internamente, gli oneri accessori su finanziamenti, i costi per il trasferimento e riposizionamento di cespiti costituiti da linee di produzione o interi stabilimenti nell’ambito della definizione di un nuovo lay-out della produzione, ma non quelli relativi a trasferimenti per cessata locazione o per necessità di sgombero dei locali occupati.
Sono compresi nella voce in questione anche i costi per migliorie e le spese incrementative su beni di terzi, non separabili dai beni stessi, che sono ammortizzati nel periodo minore tra quello di utilità futura e quello residuo di locazione, tenendo conto dell’eventuale periodo di rinnovo se dipendente dal conduttore.

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