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Avviamento con verifica periodica

di Franco Roscini Vitali

L'organismo italiano di contabilità ha approvato in via definitiva l'applicazione agli Ias/Ifrs n. 2.1 relativa a «Impairment e avviamento» per il settore bancario, tenendo conto delle peculiarità del settore.

Nelle aggregazioni bancarie assumono rilevanza alcune attività immateriali (intangibili) nel caso in cui soddisfino i requisiti per l'iscrizione separata dall'avviamento, costituiti in particolare da separabilità e trasferibilità. Si tratta, generalmente, di attività immateriali a vita definita e, pertanto, ammortizzate in base alla stima di vita utile. Per esempio: attività legate al cliente, costituite da rapporti, contrattuali o non contrattuali, separabili, dai quali la banca trae un reddito; attività basate su contratti di gestione, di servizio di attività finanziarie; attività legate al marketing, quali brand di pertinenza del gruppo, marchi di prodotto, marchi di servizio, nomi di dominio internet. Queste attività, negli esercizi successivi all'aggregazione, sono oggetto di autonomo impairment test.

L'avviamento generato dall'aggregazione aziendale deve essere allocato all'«unità generatrice di flussi finanziari» (Cgu, cash generating unit), oppure a gruppi di unità generatrici di flussi finanziari che si prevede trarranno beneficio dalle sinergie derivanti dall'aggregazione. Come accennato, l'avviamento, a differenza delle altre attività immateriali, non è soggetto ad ammortamento, ma è sottoposto a impairment test: questo comporta impatti differenti nei bilanci successivi. Infatti, la scelta operata dagli amministratori (ovviamente, motivata e non arbitraria) di allocare parte del costo dell'acquisizione all'avviamento piuttosto che ad altre attività immateriali può comportare minori ammortamenti ma un maggior rischio di perdite da impairment.

Inoltre, la specificità del settore bancario comporta che le passività finanziarie, in base allo Ias 36 normalmente escluse dall'impairment test, integrino il business al pari delle attività finanziarie: pertanto, è impossibile identificare i flussi finanziari della Cgu senza considerare i flussi finanziari associati alle attività e passività finanziarie, le quali rappresentano "beni", che consentono di generare flussi finanziari.

Nel comparto bancario, l'attività di intermediazione creditizia presuppone l'acquisizione da parte della banca delle risorse finanziarie (raccolta) e il suo impiego a beneficio dei clienti che richiedono finanziamenti. La rilevazione di questi ultimi (attività creditizia) presuppone necessariamente un abbinamento con i debiti assunti (passività creditizia). In sostanza, i flussi finanziari ritraibili dall'attività di impiego sono strettamente dipendenti dai flussi finanziari derivanti dall'attività di raccolta; più in particolare, questi ultimi rappresentano i costi legati all'utilizzo dei fattori produttivi, indispensabili per la produzione di flussi finanziari in entrata. Questo comporta riflessi con riferimento al modello per determinare il valore d'uso della Cgu, che deve essere confrontato con il valore contabile.

Nel caso delle imprese bancarie, infatti, i modelli di determinazione del valore attuale dei flussi finanziari attesi devono essere applicati tenendo conto del fatto che il debito ha natura profondamente diversa rispetto alle altre tipologie di imprese, non rappresentando una mera modalità di finanziamento degli investimenti, ma essendo esso stesso parte integrante e preponderante dell'attività bancaria. Inoltre, dal momento che la componente reddituale finanziaria costituisce generalmente l'elemento principale di valore di un'azienda bancaria, non è possibile separare la gestione operativa da quella finanziaria. Pertanto, la determinazione del valore d'uso delle banche è generalmente effettuata tramite il ricorso a modelli secondo i quali i flussi finanziari sono considerati al netto della componente finanziaria, quindi si riferiscono a un flusso reddituale di pertinenza degli azionisti.

In tale contesto, assume estrema importanza la necessità che vi sia una perfetta coerenza tra le attività e passività che compongono il valore contabile della Cgu e i flussi finanziari che sono presi in considerazione ai fini della determinazione del valore d'uso della Cgu. I flussi possono essere determinati analiticamente con riferimento alle singole attività e passività o, se appropriato e coerente con i requisiti previsti dallo Ias 36, possono essere assunti in termini sintetici attraverso i flussi distribuibili agli azionisti derivanti dal complesso di attività e passività della Cgu.

 

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