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Avvertimento al legale furbetto

Avvertimento: è questa la sanzione disciplinare comminata all’avvocato che contatta direttamente la controparte, con ciò sottraendosi ad un preciso obbligo deontologico.

Lo hanno chiarito le Sezioni unite della Cassazione nella sentenza n. 13167/2021 intervenendo sul ricorso di un legale mosso avverso la sentenza del Consiglio nazionale forense (Cnf) che lo aveva riconosciuto responsabile per aver violato il dovere di informazione e quello relativo al divieto di esercizio di attività incompatibili con i doveri di indipendenza, dignità e decoro della professione forense. Il libero professionista, in pendenza della causa di opposizione a decreto ingiuntivo, aveva inviato una lettera direttamente alla controparte, nella quale aveva: esposto tesi ed argomentazioni che costituivano oggetto del giudizio in corso; accusato i destinatari di aver compiuto operazioni illecite tali da integrare ipotesi e iniziative penalmente rilevanti e intimato ai medesimi destinatari il pagamento della somma richiesta nel decreto ingiuntivo, altrimenti avrebbe proposto istanza di fallimento. A parere del Cnf questo comportamento integrava gli estremi dell’illecito deontologico dal momento che il ricorrente, in qualità di «collaboratore di giustizia», avrebbe dovuto improntare la sua condotta a criteri di correttezza e dignità.

Del pari avviso sono stati i giudici di legittimità i quali, nel rigettare le censure, hanno evidenziato come il collegio disciplinare avesse giustificato l’affermazione della responsabilità «sulla base di un percorso logico razionale e coerente, chiaramente desumibile dalla motivazione della decisione impugnata»: detto altrimenti non potevano trovare fondamento le eccezioni mosse, stante il fatto che «le norme del Codice deontologico che elencano i comportamenti che il professionista deve tenere nei rapporti con i colleghi, la parte assistita, la controparte, i magistrati e i terzi, costituiscono mere esemplificazioni dei doveri di lealtà, correttezza, probità, dignità e decoro, previsti in via generale dalla legge professionale e dallo stesso Codice, sicché la loro inosservanza si traduce inevitabilmente nella violazione di tali doveri».

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