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Aviva-Friends Life, fusione nelle polizze

La febbre per fusioni e acquisizioni che sale nel mondo delle telecomunicazioni britanniche, s’estende a quello delle assicurazioni. Un caso non basta per annunciare un’epidemia, ma la decisione di Aviva di rilevare Friends Life e unire le attività vita con un un’operazione «all shares» da 5,6 miliardi di sterline, per un istante almeno disoglie l’attenzione da Bt, Vodafone, Sky e concorrenti vari.
Il deal creerà un gruppo leader con 16 milioni di clienti per prodotti vita e consentirà risparmi per 225 milioni di sterline. Non tutti – hanno fatto sapere le due società – da imputare al taglio dei posti di lavoro che il merger inevitabilmente produrrà. Non tutti, ma molti se è vero che si calcola che 2mila posizioni potrebbero saltare fra i 12mila impiegati di Aviva e i 3500 di Friends Life. Le posizioni di top management sono già definite. Se gli investitori daranno il via libera, ceo della nuova realtà che manterrà il solo nome Aviva sarà il capoazienda del gruppo assicurativo maggiore, Mark Wilson. Mentre Andy Briggs, attuale ceo di Friends Life diverrà capo delle operazioni Life nel Regno Unito.
Non sono previste opposizioni da parte degli azionisti, anche perché il titolo del gruppo guidato da Andy Briggs è valutato il 15% in più del prezzo di chiusura del 20 novembre quando l’ipotetico deal fu per la prima volta ipotizzato. La conferma ha dato nuovo vigore al gruppo che in Borsa è cresciuto del 3,3% nelle contrattazioni di ieri, mentre Aviva è scivolata di mezzo punto percentuale circa. Non sono previsti pagamenti cash, agli azionisti di Friends Life andrà il 26% del gruppo combinato.
Sulla necessità dell’operazione ci sono opinioni divergenti. Eamonn Flanagan di Shore Capital ha precisato di essere sorpreso dalla tempistica della decisione. Come dire: non c’era bisogno di farlo ora. Gli analisti di Credit Suisse sono rimasti neutrali su un’operazione che i più considerano conseguenza indiretta delle recenti scelte del governo di David Cameron in tema di assicurazione e previdenza. La decisione di riformare la previdenza con una mossa che libera i cittadini del Regno dall’obbligo di sottoscrivere polizze per la pensione secondo la modalità tradizionale costringe i gruppi assicurativi a ripensare alla propria strategia. È la prima volta negli ultimi quindici anni che si assiste in Gran bretagna a un deal sull’insurance fra aziende del Ftse100. Probabilmente non sarà l’ultima se davvero le mosse della politica indurranno le società di assicurazione a procedere verso una nuova fase di consolidamento.

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