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Avanzano le Borse europee Londra ai massimi dal 2008

Piazza Affari ha avviato la settimana su una nota positiva in linea con il trend delle altre piazze europee, dove l’azionario mediamente veleggia intorno ai massimi da due anni e la Borsa di Londra ha toccato il picco dal 22 maggio 2008. L’indice Ftse Mib ha segnato una crescita dello 0,44% a 17.631 punti, mentre l’Ftse All share un aumento dello 0,45% a quota 18.622, assecondando la tendenza di Londra (+0,4% l’Ftse 100 a 6180,98), Francoforte +0,6%) e Parigi (+0,6%), in una giornata con pochi spunti e volumi bassi anche per la chiusura di Wall Street per il Martin Luther King’s Day.
Lo spread tra BTp e Bund è risultato poco mosso e ha terminato la sessione su livelli di poco superiori rispetto allo scorso venerdì: il differenziale tra Italia e Germania sulla scadenza decennale si é attestato in chiusura a quota 263 punti base, due punti base in più rispetto a venerdì scorso. In rialzo, al 4,22%, il rendimento del BTp decennale.
L’indice di Piazza Affari sembra voler attaccare i masimi della scorsa settimana, spronato dai titoli della galassia Fiat e dagli assicurativi ma appesantito da quelli di Telecom Italia dopo che Morgan Stanley ha tagliato le stime sul dividendo.
Ad agevolare gli acquisti degli investitori sui mercati europei sono state alcune ragioni di ottimismo verso la propensione al rischio: la banca centrale tedesca ha dichiarato che l’outlook dell’economia nazionale sta migliorando, mentre l’euro non ha subito variazioni sul dollaro anche se la coalizione che fa capo ad Angela Merkel è stata sconfitta nelle elezioni in Bassa Sassonia (ha però guadagnato su sterlina e yen); a Washington si è rafforzata l’aspettativa di un successo dellos forzo politico per superare l’empasse sul bilancio, mentre da Tokyo gli operatori finanziari si attendono oggi un nuovo allentamento della politica monetaria e il profilarsi di scenari inediti per la Banca centrale.
Tra le principali azionarie piazze internazionali, però, la peggiore è stata ieri proprio Tokyo, dove l’indice Nikkei ha ceduto l’1,5% a 10.747,74 scivolando dai massimi da 32 mesi raggiunti alla fine della settimana scorsa dopo dieci ottave consecutive di progressi: un ripiegamento legato al recupero dello yen dai minimi da due anni e mezzo sul dollaro, tra prese di beneficio e cautela in vista delle cruciali decisioni di oggi della Banca del Giappone.
Operatori e trader danno per scontato un ulteriore allentamento della politica monetaria – quantomeno con un nuovo aumento del programma di acquisto di asset (probabilmente per altri 10mila miliardi di yen) – da parte dell’istituto centrale di Tokyo e soprattutto aspettano un inedito riferimento a un raddoppio dell’obiettivo di massima sull’inflazione dal l’attuale 1% al 2 per cento (che dovrebbe uscireda un comunicando congiunto tra BoJ ed esecutivo).
È una decisione invocata a gran voce dal nuovo Governo del premier Shinzo Abe, che appare deciso a farla finita con la deflazione che grava sul Paese da circa un decennio, al fine di rilanciare una economia in recessione anche attraverso una politica monetaria ultra-espansiva oltre che con una ampia manovra di stimolo fiscale.
È verosimile che oggi i mercati internazionali entreranno in un fase calda,non solo per le notizie da Tokyo ma per alcuni dati macro dalla Germania (l’indice Zew sulla fiducia degli investitori a gennaio) e dagli Stati Uniti (vendite di abitazioni esistenti), dove stanno anche per essere rilasciati in rapida successione nei prossimi giorni i dati di bilancio delle grandi società tecnologiche.

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