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Avanti con la vendita della «7» Si tratta in esclusiva con Cairo

Trattativa in esclusiva con Urbano Cairo per La7. In poco più due ore, forse più sofferte di quanto trapelato, il consiglio di amministrazione di Telecom Italia ha deciso che per l’offerta arrivata sabato da Diego Della Valle era troppo tardi. E che rispetto alla controfferta del fondo Clessidra quella del manager della Cairo Communication era da preferirsi. Probabilmente la linea dura sull’offerta ha avuto un suo peso: Cairo aveva scritto al consiglio di amministrazione nel fine settimana, subito dopo la notizia di una richiesta di tempo da parte di Della Valle, per riconfermare che l’offerta sarebbe scaduta alla mezzanotte di oggi, come peraltro previsto dalla gara. Pacta sunt servanda, dunque.
Anche se non è da escludere che un qualche accordo possa emergere come secondo step tra Cairo e il patron della Tod’s che negli scorsi giorni aveva anche preannunciato la possibilità di fare entrare i «dipendenti» star del canale tv, come Enrico Mentana, nella nuova società. In ogni caso, per adesso è presto e bisognerà aspettare le evoluzioni del caso per capirne di più.
Ieri il titolo Telecom Italia ha chiuso in crescita dell’1,46% sulla spinta delle attenzioni per l’asset televisivo. Telecom Italia Media ha guadagnato il 10,6%. Tod’s ha invece perso l’1,18%, in una giornata in cui il Ftse Mib ha comunque archiviato un mezzo punto percentuale in meno. Cairo nella lettera aveva anche «ritoccato» leggermente al ribasso l’offerta rispetto a quanto aveva fatto presentare lo scorso venerdì, entro le 18, dal suo advisor Lazard per acquisire La7 e La7d. Come specificato ieri dalla società venditrice dall’offerta è esclusa la quota di MTV Italia (51%) detenuta dalla stessa La7.
«Il messaggio che abbiamo voluto dare è che la politica non entra nel cda di Telecom perché abbiamo preso una decisione prima delle elezioni nel solo interesse dell’azienda», ha spiegato il consigliere Tarak Ben Ammar uscendo dal board. La decisione non è stata presa all’unanimità.
«Prendiamo atto della decisione del consiglio di amministrazione di Telecom — ha fatto sapere anche Della Valle — per quanto ci riguarda, volevamo tentare di costruire un modello nuovo di società di media che coinvolgesse un gruppo di investitori italiani, professionisti che lavorano attualmente a La7 e altri che sarebbero arrivati, per cercare di sviluppare ancora con più determinazione un polo televisivo coerente con i princìpi di salvaguardia dell’indipendenza dell’informazione».

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