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«Avanti con la semplificazione»

Un buon inizio, ma bisognerà valutare nel dettaglio le misure che il governo metterà nei decreti. Giorgio Squinzi ha fatto ieri mattina il suo debutto a Palazzo Chigi nel ruolo di presidente di Confindustria. Tagli alla spesa pubblica improduttiva e una riorganizzazione della Pubblica amministrazione sono obiettivi su cui la Confederazione insiste da tempo. E Squinzi ha definito, già nel primo discorso ufficiale, la «madre di tutte le riforme» proprio la semplificazione burocratica e normativa.
Lo ha ripetuto ieri al tavolo con il governo, sottolineando che va nella giusta direzione l’alleggerimento della spesa pubblica e che bisogna andare avanti con la semplificazione della Pa. «Serve uno Stato più efficiente, un obiettivo non solo del governo, ma fondamentale anche per Confindustria: siamo disponibili a collaborare», è la frase che, a quanto si apprende, ha detto Squinzi di fronte a Mario Monti e ai ministri. La semplificazione burocratica non basta: «bisogna intervenire sull’intero corpus legislativo, dove c’è tutto e il contrario di tutto».
Una necessità impellente, secondo il presidente di Confindustria, per reagire alla recessione, migliorare la competitività e puntare alla crescita. «Eccessi di spesa penalizzano la crescita perchè sono due cose non più compatibili», sono state le parole di Squinzi, che ha suggerito al governo di fare come le aziende private, adottare procedure di costi standard. Tagli sì, quindi, ma con attenzione. Ed è questo il presidente di Confindustria ha sottolineato dopo che il vice ministro all’Economia, Vittorio Grilli, aveva esposto tra le misure la chiusura degli enti: è importante non intaccare quelli utili al funzionamento del paese come gli enti di ricerca.
Di burocrazia Squinzi aveva parlato anche in mattinata, all’assemblea degli industriali di Pisa, annunciando a breve una serie di proposte di Confindustria sulla semplificazione. «Bisogna ritrovare una Pa più efficiente, che costi meno, sia capace di pagare i debiti ai fornitori e avere risorse per gli investimenti. Senza una semplificazione vera non saremo mai capaci di intraprendere un percorso di crescita».
La situazione economica, ha aggiunto di fronte al presidente degli industriali di Pisa, Pierfrancesco Pacini, ed una numerosa platea di imprenditori locali, «è estremamente difficile. Per uscirne dobbiamo prendere atto una volta per tutte che non può essere il momento dele divisioni ma dell’unità». E ancora: «bisogna essere tutti coesi per andare nella direzione giusta per lo sviluppo e la crescita». Bisogna trovare le risorse per l’edilizia: «il mondo delle costruzioni è il modo più virtuoso per far ripartire sviluppo e occupazione ed è anche un settore a basso tasso di importazione».
Confindustria, ha sottolineato Squinzi, ha accettato anche riforme onerose, come quella delle pensioni, «perchè serviva al paese, così come al di là di alcune esagerazioni mediatiche abbiamo accettato che si approvasse in fretta la riforma del lavoro, con la prospettiva di apportare i dovuti correttivi». Questo, ha aggiunto, è lo «spirito costruttivo che anima gli industriali, cercheremo di fare le nostre proposte, ma dobbiamo essere tutti concordi nelle riforme che servono veramente al paese: semplificazione burocratica e riduzione della spesa pubblica. La capacità di ritrovare la crescita è alla nostra portata, ce la possiamo fare».
Positivi gli impegni del governo sulla spending review anche per Rete Imprese Italia (commercianti e artigiani): la riduzione della spesa pubblica, ha detto il presidente Giorgio Guerrini, è giusta: «il costo della burocrazia è di 23 miliardi all’anno sulle imprese. È l’unica alternativa ad altri insostenibili aumenti della pressione fiscale. Non va sprecata l’occasione».

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