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«Avanti con il taglio delle tasse, ma sostenibile»

ROMA Un piano da 2,5 miliardi per finanziare la ricerca. Ad annunciarlo è il premier, Matteo Renzi, durante la visita alla sede di Irbm Science Park, il centro di ricerca di Pomezia dove è stato sviluppato il vaccino contro il virus ebola. «Nei prossimi giorni presenteremo un piano da 2,5 miliardi», dice Renzi che coglie l’occasione per ricordare «per venti anni ci siamo detti che l’Italia è un Paese finito. Invece è un Paese infinito. L’Italia con il coltello tra i denti è l’Italia che ci piace». L’annuncio del presidente del Consiglio prefigura il progetto accennato nelle settimane scorse dal ministro dell’Istruzione, Stefania Giannini. I fondi saranno distribuiti in base al programma nazionale della Ricerca, stanziando risorse per oltre 2 miliardi di investimenti fino al 2020. Il sistema della ricerca dovrebbe così beneficiare di un’iniezione di capitali nei suoi principali capisaldi: risorse umane, infrastrutture, Mezzogiorno, partnership tra pubblico e privato.
In attesa dei dettagli, Renzi ha fatto sapere che oggi il Consiglio dei ministri approverà il nuovo codice degli appalti. Un pacchetto di misure che ha lo scopo di assicurare «tempi europei» nella realizzazione delle opere. «La prima cosa da fare è finire i lavori incompiuti. L’obiettivo del governo è sbloccare, sbloccare, sbloccare: basta con le polemiche del passato», ribadisce Renzi. Il governo dovrebbe approvare, in particolare, almeno due decreti legislativi. Nel primo caso si tratta di disciplinare le procedure d’appalto degli enti erogatori in settori strategici come energia, acqua, trasporti e servizi postali. Il secondo fronte riguarda il riordino complessivo delle norme in materia di contratti pubblici relativi a lavori, forniture e servizi.
La giornata di ieri ha registrato anche l’uscita del ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, a valle della conferma da parte dell’Istat che la crescita nel 2015 ha segnato un +0,8%. Il titolare di Via XX Settembre è tornato a parlare dell’approccio che il governo intende adottare per tagliare le tasse. Salvo sorprese la prima sforbiciata predisposta da Padoan sarà inserita nella legge di Stabilità con una riduzione del carico fiscale per le imprese, ossia l’Ires, l’imposta sul reddito delle società. Un intervento è atteso anche sul fronte del costo del lavoro con meccanismi di decontribuzione. «Il taglio delle tasse — dice Padoan — è uno dei segni distintivi della strategia economica del governo che continuerà, ma come ho sempre detto, devono essere credibili e sostenibili, altrimenti non danno il segnale che si abbattono definitivamente». Il ministro ha ricordato che nel taglio delle tasse per il 2017 va calcolato l’impegno per scongiurare l’applicazione delle clausole di salvaguardia, circa 15 miliardi di euro di accise e Iva. Un messaggio per ribadire che un’eventuale riduzione delle imposte sul versante Irpef resta comunque tutta da definire e modulare.
In cantiere da parte del governo ci sono anche gli interventi sul costo del lavoro con l’intento di rendere stabilmente più convenienti i contratti a tempo indeterminato. Ieri ha ripeterlo è stato il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, che ritiene, invece, prematuro un intervento sul cuneo fiscale che lasci più soldi nelle buste paga dei lavoratori.

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