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Autovelox valido anche se delegato

di Alessandro Galimberti

La collaborazione tecnica prestata da aziende private nell'accertamento e nella contestazione delle multe da autovelox non compromette la validità e la legittimità delle sanzioni. La Cassazione – Seconda civile, sentenza 29388/11, depositata il 28 dicembre – torna ancora una volta a occuparsi di multavelox, per ribadire che l'ausilio dei privati per l'accertamento delle infrazioni e quindi per l'invio ai vigili delle relative fotografie non comporta «mancata garanzia di legalità ed obiettività».
In particolare, la Corte ha nuovamente accolto il ricorso del Comune di Buonalbergo (Benevento) contro il provvedimento del Giudice di pace di San Giorgio La Molara, che nel novembre di sei anni fa aveva annullato un verbale della polizia municipale per eccesso di velocità. Secondo il magistrato del posto, nell'utilizzo dell'apparecchiatura "traffipax" erano stati commessi errori insanabili, a cominciare dalla «delega nell'accertamento» (cioè piena autonomia nello scatto e successivo invio delle fotografie "incriminanti" al comando dei vigili), oltre all'omissione delle periodiche operazioni di "taratura" dell'occhio telematico. La Seconda civile ha però accolto entrambi i motivi di ricorso del municipio campano, rimandando tra l'altro a due precedenti specifici vinti dallo stesso Comune contro il medesimo giudice di pace (22816/08 e 20081/11). Questo perché «il supporto tecnico assicurato dagli ausiliari privati nelle fasi di installazione e di impostazione degli apparecchi non pregiudica, ma anzi costituisce una ulteriore garanzia di affidabilità dell'accertamento stesso». Quanto allo sviluppo e stampa delle foto, queste sono automaticamente registrate dagli apparecchi «senza possibilità di alcuna valutazione discrezionale al riguardo» e la successiva trasmissione ai vigili «è attività puramente materiale».
E per la Corte è superabile anche la questione della taratura periodica degli strumenti, poiché essi non vanno sottoposti ai controlli della legge 73/1991 in quanto non sono di natura «metrologica» ma «elettronica», e pertanto vincolati al controllo amministrativo di altre autorità.

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