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Autovelox, trappola in tangenziale

di Giuseppe Spatola

BRESCIA— Superare i limiti di velocità è tanto pericoloso quanto caro. Ne sanno qualcosa gli oltre 60 mila automobilisti che ogni giorno, per lavoro o per necessità, imboccano la tangenziale di Brescia. Lì, lungo i 20 chilometri di asfalto che da nord a sud girano intorno alla città collegando l’A4 Milano-Venezia alle statali per i laghi e i passi montani, il «nemico» si chiama autovelox. Un vero e proprio cecchino che dal 13 maggio, nei primi 9 giorni di funzionamento, ha pizzicato 994 automobilisti indisciplinati. La media attuale, invece, è di 200 infrazioni al codice della strada ogni 24 ore, 9 ogni ora. Tutto merito (o colpa) dei due varchi elettronici istallati dalla Provincia di Brescia a Roncadelle (km 2 in direzione Verona) e a Rezzato (in direzione Milano). Il limite dei 90 km h viene spesso dimenticato dagli automobilisti che, in alcuni tratti della tangenziale superano addirittura i 180 chilometri l’ora. E’ il caso di un motociclista fotografato sul tratto sud della tangenziale mentre viaggiava a 186 chilometri all’ora. Ma le 200 contravvenzioni al giorno sono sembrate troppe al presidente del Codacons, Lorenzo Grassano, che nei giorni scorsi ha chiesto la verifica degli apparecchi. «Il riferimento – spiega Grassano – è all’articolo di legge che ha stabilito come i dispositivi di rilevamento della velocità, fuori dei centri abitati, non possono essere utilizzati o installati ad una distanza inferiore a un chilometro dal segnale che impone il limite di velocità» . Non solo. Per il Codacons l’attuale apparecchiatura andrebbe sostituita con il «tutor» , che calcola la velocità media su un tratto di percorrenza e garantisce maggiore «prevenzione senza repressione» . Intanto la Polizia provinciale ha confermato che il «segnale di preavviso della postazione fissa di controllo è installato a 250 metri dal sistema e che, come prevede la legge, la postazione fissa è segnalata adeguatamente» . Come dire che gli automobilisti multati non avranno gioco facile in caso di ricorso al giudice di pace. Insomma, la tangenziale di Brescia rischia di diventare la strada più multata della Lombardia. E dire che la Leonessa ha già conquistato la piazza d’onore tra le città lombarde (terza tra i cento capoluoghi di provincia italiani) per numero di multe elevate per abitante nel 2009. Le statistiche non lasciano scampo. Due anni fa i bresciani hanno pagato in media 116 euro a testa e nelle casse della Loggia sono finiti oltre 22 milioni. In questa speciale classifica dei capoluoghi più multati gli tiene testa solo Milano con 99 euro e Como con 60. I più ligi al codice della strada, invece, vivono a Lecco, dove si sono pagati solo 11 euro pro capite, senza dimenticare Lodi (14) e Sondrio (16). E i cugini bergamaschi? Sono fermi a metà classifica, con una media di 45 euro e un totale che non supera i 5 milioni e 300 mila euro. In Italia solo a Rovigo (139 euro per ogni cittadino) e Firenze (130 euro) sono più fiscali di Brescia. Ma guai a dire che i «ghisa» locali sono i più intransigenti. «I sistemi di controllo sono ferrei e non lasciano sfuggire nulla» , tagliano corto in Comune.
 

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