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Autovelox presidiati

di Debora Alberici  

Annullabile la multa per eccesso di velocità se, presso l'autovelox gestito e installato da un'azienda privata, non c'era il vigile. A questa importante conclusione è giunta la Corte di cassazione che, con la sentenza numero 7785 depositata ieri, ha respinto il ricorso di un piccolo comune che aveva multato una automobilista per eccesso di velocità con un autovelox installato e gestito da una ditta privata. Il caso a Bolzano. Una signora era stata multata per eccesso di velocità. Aveva impugnato il verbale contestando la taratura degli apparecchi e il fatto che l'infrazione era stata «immortalata» senza la presenza degli agenti. Infatti l'ente locale aveva affidato l'installazione e la gestione degli apparecchi a una ditta privata. Ma la municipale aveva vigilato soltanto sulla fase di installazione e non si era fermata in quella di accertamento dell'infrazione. Per questo il tribunale aveva annullato il verbale. In particolare i giudici avevano motivato che l'accertamento era viziato «perché l'amministrazione si era avvalsa di una ditta privata per la gestione degli apparecchi di rilevamento e aveva affermato che l'attività di quest'ultima era stata svolta sotto la supervisione della Polizia Municipale, senza specificare in cosa consistesse la supervisione e senza indicare certamente come fosse stato organizzato il collegamento tra l'attività di rilevamento delle infrazioni e il soggetto preposto al servizio di polizia». Contro questa decisione il comune ha presentato ricorso in Cassazione ma senza successo, almeno sul fronte della gestione dell'autovelox. La signora, infatti, non pagherà la multa perché, ha spiegato la seconda sezione civile, «dal verbale di accertamento non emergeva adeguatamente che il rilevamento, cioè l'elaborazione della rilevazione, avveniva a opera di un agente preposto al servizio di polizia stradale, unico abilitato ad attribuire fede privilegiata all'accertamento». Insomma, questa pronuncia suona come un deciso stop all'affidamento, da parte dei comuni, a società private della gestione degli autovelox. Infatti l'ente locale, in caso di rilevazione dell'infrazione, non può genericamente motivare che la supervisione è stata commissionata alla Polizia municipale. Non è tutto. La decisione potrebbe avere un forte impatto su molte contestazioni in corso e su potenziali altre. Infatti sembra che non sia infrequente, soprattutto nei piccoli comuni, che la gestione dell'autovelox sia affidata ad aziende private. Qualche anno fa c'è stato un altro interessante intervento di un Collegio penale della Corte di cassazione che aveva confermato la condanna per truffa nei confronti del legale rappresentante di una società che nascondeva l'autovelox per riuscire a multare più automobilisti.

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