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Autostrade mette 2,9 miliardi per riavere la concessione

MILANO — Atlantia (con la controllata Aspi) approva i conti 2019. Ma soprattutto rende nota la sua proposta al governo per chiudere la partita concessioni e voltare pagina. Sul piatto, il gruppo che fa capo ai Benetton ha messo 2,9 miliardi di euro. Impegni economici «ad esclusivo carico della società», articolati su più fronti: 1,5 miliardi destinati a «riduzioni tariffarie e progetti di potenziamento della rete», secondo modalità da definire con il governo; 700 milioni di spese di manutenzione aggiuntive da qui al 2023 e, infine, 600 milioni per la ricostruzione del ponte di Genova, più altri 100 milioni a copertura di eventuali extra- costi.
Basteranno per raggiungere un accordo con il governo e scongiurare l’ipotesi di revoca della concessione? Due giorni fa la ministra dei Trasporti, Paola De Micheli, ha ricordato che il suo dicastero ha concluso la disamina del dossier, ora si attende la «valutazione collegiale» finora rallentata causa emergenza coronavirus. Atlantia ha presentato il suo pacchetto di misure il 5 marzo, scrivendo un’ulteriore lettera l’8 aprile, dopo aver presentato il Pef (il documento economico che fa da base per la determinazione delle tariffe).
Nel frattempo, le decisioni prese hanno inciso profondamente sul bilancio di Aspi e quindi della controllante Atlantia. A fronte di accantonamenti per 1,5 miliardi per gli impegni annunciati (il resto degli oneri è già coperto da voci di bilancio del 2018 e del 2019) l’utile di competenza del gruppo quotato è sceso a 136 milioni, in diminuzione di 639 milioni rispetto al 2018; un effetto solo parzialmente mitigato dal consolidamento nei conti di Abertis. I ricavi operativi di Atlantia sono stati pari a 11,63 miliardi; ancora una volta, l’ingresso del gruppo spagnolo ha contribuito in maniera determinante all’incremento del giro d’affari, cresciuto del 4% su base omogenea pro-forma. Il consiglio ha proposto di non distribuire dividendi.
Del resto, il gruppo deve affrontare anche l’emergenza coronavirus. Un effetto attualmente stimato in un calo del fatturato pari a 3 miliardi, con una diminuzione del traffico sulle autostrade del 30% e del 50% negli aeroporti, dove sempre ieri la controllata Adr ha cambiato ad nominando Marco Troncone.
L’approvazione del bilancio Atlantia, in ritardo rispetto alla tempistica solita, è stata possibile solo perché il gruppo a questo punto ritiene «non ragionevolmente probabile il rischio di esercizio della revoca della concessione» e «ragionevolmente possibile la conclusione di un accordo»; dunque, i conti possono essere approvati nella prospettiva della continuità aziendale.
Ma è chiaro che il nodo resta la trattativa con il governo. Cui è appesa anche l’altra questione – che dovrebbe essere gradita all’esecutivo cioè la discesa di Atlantia nel capitale di Aspi, che ha la concessione. Rispondendo agli investitori, ieri l’amministratore delegato Carlo Bertazzo ha sottolineato che la cessione è però possibile solo dopo aver raggiunto un accordo con il governo. Ed ha aggiunto che «in questa fase» il gruppo è disponibile ad ave re solo «partner di minoranza, avendo l’88%».
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