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Autostrade, la Borsa scommette Ma resta il nodo responsabilità

È un’ipotesi ma indica una direzione che fa scommettere il mercato sull’approssimarsi di un accordo sul riassetto del principale gestore autostradale del Paese visto che ieri il titolo ha archiviato la seduta guadagnando il 16,23% a 15,65 euro per azione. La traccia è quella di una scissione di Autostrade dalla holding Atlantia, controllata al 30% dai Benetton. Una separazione che decreterebbe in primis l’uscita della famiglia di Ponzano Veneto dalla gestione della società concessionaria. Uno spin-off che porterebbe, in secondo luogo, alla costituzione di un veicolo da quotare in Borsa che riguarderebbe però non la totalità delle azioni del gestore, ma il suo 70% riconducibile ad Atlantia. Fuori dal perimetro resterebbe il 12% in carico ai soci esteri, Edf-Allianz e il fondo cinese Silk Road che a quel punto potrebbero mantenere oppure vendere la partecipazione conferendo loro possibilità di scelta che verrebbe meno da un aumento di capitale preliminare riservato alla Cassa. E il restante 18% detenuto dalla holding infrastrutturale che lo liquiderebbe in una seconda fase appena il mercato valuterà il veicolo in Borsa pesandone meglio i flussi di cassa da qui ai prossimi 18 anni (l’orizzonte di concessione) non appena verrà approvato il nuovo piano economico-finanziario sottoposto alle valutazioni incrociate tra ministero delle Infrastrutture ed Authority dei Trasporti.

Il rebus di Autostrade è ancora non risolto ma si susseguono frenetici i tavoli con Cassa Depositi e ieri si sono incontrati anche i rispettivi numero uno di Atlantia (Carlo Bertazzo) e di Cdp (Fabrizio Palermo). Oggi nel consiglio di amministrazione di Atlantia i vertici porteranno all’attenzione degli amministratori un’informativa sullo stato della trattativa e delibereranno le due opzioni proposte al governo i primi di agosto che modificano lo schema di accordo raggiunto nella notte del 14 luglio a Palazzo Chigi. La scissione da Atlantia e, in alternativa, la vendita dell’88% della quota sul mercato tramite asta competitiva ad uno o più investitori. Su entrambe Cassa Depositi, controllata dal Tesoro (e con in pancia una quota detenuta dalle fondazioni bancarie), non si trova d’accordo. Ma la pista del 70% potrebbe determinare una svolta se la valutazione di Autostrade da parte degli advisor nominati dalle tue parti trovasse un punto di equilibrio. La stima di Autostrade oscilla tra i 6 e gli 8 miliardi pre-aumento di capitale. La separazione in un veicolo aprirebbe così il file della quotazione. Con un prospetto informativo da depositare e successivo aumento di capitale (tra i 4 e i 6 miliardi a seconda della necessità di rimborsare o meno una parte del debito). L’indebitamento è uno degli argomenti più intricati. Cassa Depositi ha un’esposizione di 1 miliardo e 50 milioni di esposizione su Aspi, di cui 600 milioni non erogati. Su Atlantia Cdp vanta una linea a chiamata per 1,8 miliardi, 450 già erogati. È in piedi l’ipotesi di una conversione del debito per abbassare l’importo dell’aumento di capitale ma ciò finirebbe per incidere sugli investimenti programmati dal gestore per 14,5 miliardi.

Il nodo dirimente però resta la manleva. Cassa Depositi vuole che venga applicata per non vedersi chiamata a doverne rispondere in caso di cedimento di ponti e viadotti sulla rete. I vertici di Atlantia ritengono ciò ostativo. Nella procedura di vendita, dicono fonti attribuibili al gestore, c’è da accollarsi il rischio d’impresa come a suo tempo avrebbero fatto i Benetton ereditando la rete dall’Iri. Giuridicamente è un punto impervio. Altre fonti ritengono sia possibile inserire nell’accordo un periodo finestra nella gestione in cui in caso di incidenti la responsabilità civile e penale ricadrebbe sui vecchi amministratori. Ma è difficile calcolarne la durata. Le infrastrutture sono molto datate, soprattutto in Liguria. Alcuni viadotti hanno oltre 70 anni e la gestione degli ultimi anni è stata piena di carenze come dimostrano i cantieri estivi sulla rete.

L’audizione

Oggi il ministro del Tesoro Gualtieri si esprimerà su Aspi in commissione

Oggi è prevista un’audizione del ministro del Tesoro, Roberto Gualtieri, in commissione Vigilanza su Cassa Depositi. In virtù del suo ruolo di azionista di controllo si esprimerà su Autostrade, visto che è stato proprio lui il grande pontiere dell’accordo di luglio che ha sventato la revoca.

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