Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Autostrade, governo al contrattacco sull’ultima svolta di Atlantia

Il governo e la Cdp non hanno gradito il voltafaccia del cda di Atlantia, né la sua richiesta uscire tramite asta internazionale dal business autostradale. E preparano le munizioni per il confronto, che riparte oggi. Niente tattiche dilatorie, magari per arrivare all’autunno sperando in condizioni politiche meno avverse per i padroni della rete dal 1999. Il governo non vuole più tergiversare, come prova il confronto che ieri sera, dopo il tavolo ministeriale sul Decreto Agosto, era previsto sul dossier tra la ministra dei Trasporti Paola De Micheli, il ministro del Tesoro Roberto Gualtieri e il presidente del Consiglio Conte.
La ruota degli eventi, intanto, continua a girare: ieri, mentre i tecnici della società dei pedaggi illustravano al ministero dei Trasporti il Piano economico finanziario della futura concessione (che stima 14,5 miliardi di investimenti sulla rete al 2038), Edizione, la holding della famiglia Benetton, ha mandato un segno distensivo, impegnandosi per la prima volta a uscire dal business, «ponendo in vendita» il suo 26% in Aspi «a condizioni di mercato entro 18 mesi» dalla quotazione in Borsa della nuova società. La comunicazione degli imprenditori veneti, giunta l’indomani del cambio di rotta deliberato da Atlantia (piuttosto unilateralmente, rispetto ai patti siglati il 14 luglio col governo), corrisponde alle richieste formulate da più forze politiche di maggioranza – in primis i M5S – dall’agosto 2018, dopo il crollo del ponte Morandi di Genova da cui è scaturito l’epilogo attuale.
La volontà dei Benetton di vendere è considerata, dietro le quinte, un impegno a concludere un negoziato più che sofferto, e che negli ultimi giorni ha rischiato di saltare su una serie di fattori che le controparti ancora non riescono a mettere in comune. Per i privati venditori, la volontà di non svendere le quote (non solo dei Benetton, anche dei fondi istituzionali, tra cui l’attivista britannico Tci che lamenta «un esproprio di fatto» governativo su Atlantia, e ha integrato il primo ricorso alla Commissione Ue); per la Cdp compratrice, la richiesta di una manleva ad Atlantia sui problemi derivanti da lavori di manutenzione i prossimi quattro anni. Oggi l’ad di Atlantia Carlo Bertazzo incontra l’ad della Cdp Fabrizio Palermo, per provare ad andare avanti in un negoziato che idealmente dovrebbe chiudersi il 3 settembre, data in cui si è aggiornato il cda di Atlantia. Oggetto della riunione, a quel che si apprende, sarà ripensare il ruolo della Cdp – che in base all’accordo del 14 luglio doveva entrare con il 33% in Aspi tramite una ricapitalizzazione riservata stimata in circa 3 miliardi di euro – e quello degli «investitori istituzionali di suo gradimento» (si tratta finora con F2i e alcune Fondazioni bancarie), che sempre nelle lettere firmate 20 giorni fa avrebbero dovuto affiancarla con un altro 22% ceduto da Atlantia. Non è detto che si riveli facile coniugare l’interesse politico e dei contribuenti sull’adeguatezza di investimenti e manutenzioni negli oltre 3 mila km di rete a pedaggi nel Paese oggetto della compravendita, con «il processo di asta competitiva internazionale» deliberato dal cda di Atlantia martedì: un’asta che potrebbe vincere chiunque, mettendo Cdp e gli italiani in un ruolo di minoranza che difficilmente il governo accetterà. Oggi prosegue anche il confronto al Mit sulla nuova concessione, che cerca di calmierare all’1,75% annuo massimo gli aumenti tariffari dei pedaggi, e dispone l’indennizzo da 3,4 miliardi per il Morandi.
Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Le recessioni impattano sulle pensioni future. Ma un Pil allo zero virgola fa anche peggio. Un Paese...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

L’efficace contrasto al fenomeno mafioso sempre più pervasivo nel tessuto imprenditoriale ed econ...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Parte la possibilità per le imprese di ottenere liquidità per un milione di euro a fronte di aumen...

Oggi sulla stampa