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Autostrade, delusione in Borsa. Battaglia sull’offerta Cdp-fondi

Atlantia boccia l’offerta preliminare di Cdp e dei fondi per l’88% di Aspi (Autostrade per l’Italia), ritenendo «i termini economici e le relative condizioni allo stato non ancora conformi e idonei ad assicurare l’adeguata valorizzazione di mercato della partecipazione». Ma lascia aperta una finestra di una settimana alla trattativa con la stessa cordata, che, del resto, ha proposto di concludere il memorandum of understanding entro il 28 ottobre.

In sostanza, la holding dei Benetton che controlla Aspi ritiene insufficiente (di almeno un paio di miliardi) l’0fferta indicativa di Cassa depositi e prestiti e dei fondi Blackstone e Macquarie (intorno ai 9 miliardi), ma non chiude la porta al negoziato, sulla quale — va ricordato — incombe sempre la minaccia del governo di revoca delle concessioni in seguito al crollo del ponte Morandi.

Queste le conclusioni del consiglio di amministrazione di Atlantia riunitosi ieri dopo aver ricevuto la lettera di Cdp equity (avrebbe il 40% della newco acquirente di Aspi) e dei due fondi esteri (avrebbero il 30% ciascuno). Lo stesso cda si è riconvocato per il 28 ottobre «al fine di valutare un’eventuale nuova offerta vincolante». Se essa sarà giudicata congrua, spiegano fonti di Atlantia, il cda rinvierà, come chiesto da Cdp, l’Assemblea della holding del 30 ottobre, con all’ordine del giorno il percorso alternativo della scissione societaria e quotazione di Aspi, e aprirà il periodo di 10 settimane per la due diligence e l’offerta definitiva. In caso contrario l’assemblea si terrà. Con le nuove tensioni il titolo Aspi ha perso il 3,17%.

A Piazza Affari

Ieri a Piazza Affari, con le nuove tensioni, il titolo Aspi ha perso il 3,17%

Atlantia punta ad alzare il prezzo facendo leva sulla pressione degli azionisti: dal fondo britannico Tci, che valuta Aspi 10-12 miliardi, ai 37 mila piccoli, ai quali i principali proxy advisor internazionali suggeriscono l’approvazione della scissione societaria, come un percorso trasparente e conveniente. Cdp punta a chiudere non lontano dal range indicato. Nel frattempo deve trovare l’equilibrio sulla governance con i fondi che, avendo la maggioranza della newco, vogliono contare, e deve fronteggiare le preoccupazioni delle Fondazioni bancarie per un impegno eccessivo nell’operazione. E c’è infine il contesto politico che non aiuta. Le opposizioni, in testa Matteo Salvini (Lega) attaccano, dicendo che il governo si prepara a consegnare Aspi e i suoi 3 mila chilometri di rete autostradale ai fondi stranieri. Ed è scontro anche sul Pef, il piano economico finanziario di Aspi, non ancora autorizzato dal governo. L’ex ministro dei Trasporti, Danilo Toninelli (5 Stelle), accusa l’attuale, Paola De Micheli (Pd), di voler fare un «nuovo regalo ai Benetton». Dura anche l’Aiscat, l’associazione dei concessionari, che accusa il governo di «soluzioni pasticciate» anziché di mercato, usando il Pef come «strumento di pressione» per indirizzare la trattativa.

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