Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Autostrade, corsa a ostacoli per un accordo entro il 27

MILANO — Si procede a ritmi serrati per mettere nero su bianco l’accordo tra governo, Cdp e Atlantia sul nuovo assetto industriale e azionario di Autostrade per l’Italia (Aspi). Ieri, si è svolto un incontro tra il presidente di Cassa, Giovanni Gorno Tempini, l’ad Fabrizio Palermo, il direttore dell’Acri Righetti e tutte le fondazioni azioniste di Cdp (che controllano il 15,93%), tra cui Compagnia San Paolo e Fondazione Crt, rappresentate dai massimi vertici. Oggi ci sarà, invece, un cda informativo della stessa Cassa.
Le fondazioni chiedevano di fare un primo punto sul progetto raggiunto dal consiglio dei ministri notturno del 14 luglio. L’incontro è stato definito “costruttivo” dalle parti e le fondazioni in linea di massima sono favorevoli all’investimento in un asset come quello di Autostrade, visto che le infrastrutture solitamente restituiscono un rendimento sicuro e costante nel tempo. Ma per entrare nei dettagli il primo passo deve essere compiuto dalla stessa Aspi che entro dopodomani deve presentare al ministero delle Infrastrutture il nuovo Pef (Piano economico e finanziario) nel quale devono essere inclusi i nuovi investimenti per 14,5 miliardi, le manutenzioni per 7, il risarcimento per 3,4 miliardi. Il tutto deve risultare compatibile con il piano tariffario previsto dall’Autorità dei Trasporti che ha stabilito un rendimento del capitale non superiore al 7,09% pre tasse (circa il 5% post tasse), che comunque, in un periodo di tassi a zero, può essere considerato interessante dagli investitori.
Nel frattempo, la Cassa insieme al Mef e ai vertici di Atlantia si sta occupando degli aspetti relativi al riassetto azionario, inclusa la tempistica. L’accordo notturno prevedeva entro settembre un aumento di capitale riservato a Cdp per salire al 33% di Aspi, un 22% venduto direttamente da Atlantia a investitori terzi e a stretto giro la scissione proporzionale che renderà Aspi quotata in Borsa con un flottante intorno al 20%. Tutti gli altri azionisti già presenti nel capitale di Aspi e di Atlantia, come Fondazione Crt, Lazard, Hsbc, il fondo sovrano di Singapore, Allianz, i cinesi di Silk Road Fund, saranno infatti ridotti sotto il 4%.
L’obiettivo è di arrivare a lunedi 27 con un preliminare di intesa (Mou) da firmare, anche se non è chiaro se ci sarà già una valutazione di Aspi in base alla quale si realizzeranno tutte le operazioni sul capitale. L’intervallo di prezzo, comunque, è già noto a tutti in quanto Cdp impiegherà tra i 3 e i 4 miliardi per ottenere il 33% del capitale di Aspi. Dal che discende una valutazione della società post aumento tra 9 e 12 miliardi e pre-aumento tra 6 e 8. A cui bisognerà aggiungere i debiti, pari a 9,3 miliardi, dedotti i 3 o 4 miliardi di risorse fresche che entreranno in società per arrivare a un valore d’impresa complessivo.
Infine, c’è la partita riguardante i nuovi soci, che la Cdp vorrebbe preferibilmente italiani. Il fondo F2i ha già fatto tutte le analisi sulla bontà dell’asset ma punterebbe ad avere un ruolo di primo piano nell’operazione al pari della Cdp. Tuttavia, poiché le risorse da versare sono importanti, non si esclude la possibilità di ingresso di alcuni fondi stranieri, come Macquaire e Blackstone, che hanno già manifestato il loro interesse.

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

ROMA — Un’esigenza comune percorre l’Europa investita dalla seconda ondata del Covid-19. Mai c...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

ROMA — L’Italia è pronta ad alzare le difese, e si allinea con l’Unione europea, nei confront...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

MILANO — Nel giorno in cui il consiglio di Atlantia ha deliberato il percorso per uscire da Aspi, ...

Oggi sulla stampa