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Autostrade allo scontro al Mit sul miliardo di richieste danni

Le categorie economiche della Liguria chiederanno risposte rapide al ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, durante il confronto convocato per domani, in merito alla richiesta, di oltre un miliardo di euro di danni, quantificata dalle imprese liguri a seguito dei cantieri autostradali aperti in Liguria in estate, subito dopo il lockdown, per la verifica e la messa in sicurezza delle gallerie. Ma su questo già si profila uno scontro tra il Governo, che punta il dito contro Autostrade per l’Italia, e la società, che ritiene di non avere responsabilità rispetto a quei cantieri.

La quantificazione dei danni non è nuova: era già stata divulgata a fine luglio ed era stata illustrata a voce, in linea di massima, dalle categorie, al ministro Paola De Micheli. Ora, però, il comitato Salviamo Genova e la Liguria, composto dalle principali associazioni di categoria del territorio (tra le quali Confindustria Genova, Camera di commercio, Spediporto e Trasportounito) ha concluso il lavoro di individuazione dei criteri e la misurazione dei disagi, con la verifica di metodi, procedure e numeri per ciascun settore. Il conteggio finale è stato inviato ieri al Mit, che ha convocato, per domani, un incontro. Già a luglio, peraltro, la De Micheli aveva annunciato che il Mit avrebbe girato la richiesta danni ad Aspi.

Per quantificare con puntualità la somma da chiedere al Governo, il comitato ha individuato, al suo interno, cinque macroaree di categorie che hanno calcolato, ciascuna con criteri consoni al proprio insieme d’interessi, l’entità dei danni subiti. La prima delle cinque aree rappresenta l’autotrasporto, che ha stimato in 316 milioni di euro le perdite tra dicembre e fine luglio (alle quali si potranno aggiungere ulteriori somme per agosto e settembre). Perdite causate da code, allungamento dei percorsi e impossibilità di effettuare più di un viaggio al giorno. Seguono l’area che include industria manifatturiera, servizi alla produzione e servizi terminalistici; poi l’area delle ditte di spedizioni; quella del turismo e quella dell’agricoltura. I conti, tra l’altro, sono stati complicati dalla necessità di separare i danni legati alle misure adottate per contrastare il coronavirus dai disagi legati ai cantieri autostradali.

«Col ministero – spiega Giuseppe Tagnochetti di Trasportounito – c’era già stato un primo incontro, a luglio, sui criteri di misurazione dei danni subìti. E già allora ci avevano detto che il metodo di conteggio adottato da trasportatori e turismo, più avanti delle altre categorie quanto a calcoli, era corretto. Ora anche gli altri hanno portato a termine i conti. Ci aspettiamo quindi che dal Mit arrivi una validazione definitiva del lavoro fatto dal comitato e ci vengano forniti tempi certi sul provvedimento che lo stesso ministero varerà per adottare i criteri da noi stilati. Provvedimento che dovrà anche, se questa resta la volontà del Mit, impegnare Aspi a pagare la somma richiesta». Ma su questo punto sembra profilarsi l’ennesimo conflitto tra ministero e Autostrade. Fonti di Aspi, infatti, fanno sapere che la società «ha già inviato formalmente al Mit tutti gli elementi documentali e le ricostruzioni tecniche che dimostrano in modo oggettivo e fattuale come, in alcun modo, possano essere riferiti a responsabilità della concessionaria i disagi verificatisi sulla rete ligure nella scorsa estate». A breve, proseguono le fonti, «la concessionaria darà riscontro ufficiale anche alla richiesta della Regione Liguria relativamente al traffico rilevato durante i cantieri estivi, la cui programmazione è stata eseguita secondo le disposizioni del Mit, e ciò consentirà di disporre di dati e rilevazioni il più possibile oggettive. Aspi, nell’ambito delle interlocuzioni con il Mit, ha, in ogni caso, già destinato alla comunità genovese un importo di elevata entità (circa 800 milioni, ndr) rispetto al cui impiego è auspicabile possa essere trovato un intendimento con il Mit».

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