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Autoriciclaggio sano e salvo

Autoriciclaggio sano e salvo. E riparte il tiro alla fune sull’autoreimpiego. Ovvero, sulla possibilità di perseguire anche chi utilizza i proventi derivanti da attività illecite per fini strettamente personali e non solo per attività economiche e finanziarie Ieri, infatti, la Conferenza dei capigruppo del senato ha deciso che il ddl anticorruzione, al vaglio della Commissione giustizia di palazzo Madama, resterà convocato per l’Aula anche se con qualche giorno di ritardo.

In origine, infatti, l’Assemblea si sarebbe dovuta riunire al più tardi domani pomeriggio per iniziare l’esame del testo. Ora, invece, l’approdo in Aula è calendarizzato per il 24 giugno. Slittamento che permetterà all’esecutivo di presentare la propria proposta organica in tema di anticorruzione e prescrizione (si veda ItaliaOggi del 5 e 6 giugno 2014). Proposta, quest’ultima, che confluirà all’interno del ddl e andrà a formare un testo unico su cui saranno poi chiamati ad esprimersi i senatori.

In base a quanto risulta a ItaliaOggi, ad essere riscritto sarà prevalentemente l’art. 1 del ddl anticorruzione che, al suo interno, prevede disposizioni per il contrasto alla corruzione e in materia di prescrizione, relativamente, però, solo ai reati contro la pubblica amministrazione. E, proprio su questo punto è andato in scena il tira e molla tra governo e Commissione giustizia hanno messo in atto nei giorni scorsi. Il testo al vaglio della II Commissione ad avviso dell’esecutivo ha portata ristretta agendo, infatti, solo sul fronte dei reati contro la pubblica amministrazione e prevedendo l’aumento del massimo delle pene da un lato e la diminuzione delle minime dall’altro lato. Alla luce di questo, quindi, il governo nei giorni scorsi aveva chiesto che i lavori al ddl anticorruzione fossero messi in stand by per valutare la linea di condotta da adottare. La decisione è stata rimessa fin da subito nelle mani della Conferenza dei capigruppo che, solo nel caso in cui avesse optato per l’eliminazione del ddl dal calendario dell’Aula, avrebbe potuto bloccare l’iter del testo. La decisione, però, è stata nel segno della continuità ed ecco, quindi, che tra oggi e domani riprenderanno il lavori della Commissione giustizia. E, in attesa della proposta del governo, il nodo da sciogliere resta ancora la possibile introduzione dell’autoreimpiego all’interno della fattispecie di autoriciclaggio. Quest’ultima ipotesi, infatti, comporterebbe la possibilità di perseguire anche chi utilizza i proventi derivanti da attività illecite per fini strettamente personali e non solo per attività economiche e finanziarie. Gli addetti ai lavori, però, ancora non hanno sciolto la riserva in materia e le strade aperte restano sempre tre. La prima, quella tracciata dall’esecutivo, che prevede l’esclusione dell’autoreimpiego all’interno della nuova fattispecie penale. La seconda, invece, che prevede l’aggiunta dell’autoreimpiego all’interno della formulazione della proposta del governo. Ed, infine, la terza che comporterebbe una nuova struttura della fattispecie con al suo interno tre reati distinti: quello di riciclaggio, di autoriciclaggio e autoreimpiego. Resta, quindi, da vedere quale sarà la strada che la Commissione sceglierà di intraprendere nel corso dell’esame e delle votazioni agli emendamenti per il cui inizio, però, sarà necessario attendere l’integrazione al testo da parte del governo.

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