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Autoriciclaggio nel mirino GdF

Corruzione ed evasione alimentano il riciclaggio. Ma ciò che più preoccupa la Guardia di Finanza è chi si cela dietro queste operazioni e beneficia concretamente delle somme riciclate. «Su questi soggetti ci dobbiamo concentrare» ha detto ieri a Roma il comandate generale della Guardia di Finanza, Saverio Capolupo, a margine della firma del protocollo d’intesa tra Gdf e Garante delle privacy (si veda il servizio in pagina). Non è un caso, dunque, che nel corso del 2015 le Fiamme Gialle abbiano messo nel mirino l’autoriclaggio: «È da oltre un decennio che chiediamo l’introduzione nel nostro ordinamento penale del nuovo reato, e i primi risultati conseguiti sono confortanti», ha detto Capolupo. Nel rapporto annuale 2015 diffuso ieri, infatti, meritano attenzione le 70 indagini che hanno dato luogo all’applicazione del nuovo reato e le 103 persone denunciate per autoriciclaggio. Di queste 17 sono agli arresti. «Un primo passo importante che testimonia che avevamo ragione», ha sottolineato ancora il Comandante generale».
Nella lotta alla criminalità organizzata ed economica-finanziaria, sempre secondo quanto indicato nel rapporto annuale spiccano anche le ispezioni antiriclaggio e gli approfondimenti delle segnalazioni sospette: delle 16.853 segnalazioni circa un terzo ha dato luogo a procedimenti penali esistenti (5.781). Sul fronte dei reati fallimentari, invece si evidenziano i sequestri per un valore di circa 800 milioni di euro, mentre sfiorano i 100 milioni di euro l’insieme dei sequestri effettuati nel corso delle 1.530 indagini della polizia giudiziaria per reati bancari e finanziari.
La tutela della spesa pubblica è quella da cui emergono i dati più eclatanti. I danni patrimoniali accertati hanno toccato i quattro miliardi di euro e tra amministratori, funzionari e dipendenti pubblici sono 8.021 i soggetti denunciati alla magistratura contabile per danni erariali. Ci sono poi gli “illeciti” finanziamenti pubblici, nazionali e comunitari che ammontano a fine 2015 a 1 miliardo di euro con 4.084 soggetti denunciati e 38 arrestati. Registrati anche 300 milioni per truffe anche al sistema previdenziale e a quello sanitario. Nelle esenzioni del ticket sanitario sono risultati irregolari il 69% dei casi controllati per un danno complessivo allo Stato di circa 4,2 milioni di euro. I reati e gli altri illeciti contro la Pa hanno portato alla denuncia di 3.179 soggetti (56% per abuso d’ufficio, 21% per peculato e 23% per corruzione e concussione), di questi 177 sono stati arrestati.
Sugli appalti pubblici Capolupo ha precisato che sono risultati irregolari un terzo degli appalti sottoposti a controllo per un ammontare di oltre 3,5 miliardi. I riscontri hanno fatto emergere irregolarità per 1 miliardo di euro e hanno portato alla denuncia di 1.474 soggetti.
Per Capolupo «c’è un problema culturale, dovuto allo scarso senso della legalità economica». E nel commentare i 4 miliardi di sprechi pubblici il Comandante generale ha ricordato che l’obiettivo prioritario della Guardia di Finanza «è combattere gli sprechi e l’uso distorto del denaro pubblico per riportare la legalità nell’economia e far sì che tutti gli imprenditori possano lavorare in condizioni ottimali». Quanto al numero degli evasori fiscali totali scoperti (si veda il servizio qui in basso), il generale Capolupo ha detto che si tratta «di un numero sicuramente rilevante, anche se bisogna fare le dovute distinzioni tra piccoli e grandi evasori». Abbiamo fornito l’elenco di 8.500 soggetti completamente sconosciuti al fisco, in quanto non hanno presentato dichiarazioni.
La caccia alle “bionde” di contrabbando e al gioco illegale hanno prodotto anche nel 2015 risultati interessanti. In oltre 8.411 interventi contro le frodi doganali e il traffico di sigarette di contrabbando, sono stati sequestrati più di 274 tonnellate di tabacchi lavorati esteri e 549 mezzi terrestri e navali utilizzati per il trasporto e l’occultamento della merce, con la denuncia di 5.885 persone, di cui 226 arrestate. Per la sicurezza della «Dea bendata» su 5.765 interventi effettuati in sale giochi e centri scommesse, le irregolarità riscontrate sono state pari al 30 per cento. Gli apparecchi sequestrati sono stati 576 quelli automatici da gioco e 1.224 le postazioni di raccolta di scommesse clandestine. Le giocate nascoste al fisco ammontano a 36 milioni di euro.
Nel 2015 la tutela del made in Italy è corsa anche sul web. I reparti speciali della Guardia di Finanza hanno sequestrato o oscurato 603 siti internet utilizzati per lo smercio di articoli contraffatti o opere audio-video illecitamente riprodotte. Con la ricostruzione dei movimenti delle merci su strada e l’attività investigativa i reparti delle fiamme gialle hanno ricostruito la cosiddetta «filiera del falso», facendo emergere i vari anelli organizzativi utilizzati per i traffici illeciti. L’attività di tutela ha portato al sequestro di oltre 390 milioni di prodotti illegali, perché contraffatti, piratati, pericolosi o privi di una regolare indicazione di origine o provenienza. Il valore stimato ha sfiorato i 3 miliardi di euro. Le Fiamme gialle hanno così tolto dal mercato 8.800 tonnellate e 31 milioni di litri di generi agroalimentari o prodotti contraffatti.

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