Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Autoriciclaggio, carcere fino a 8 anni

Un summit a cinque prima dell’ora di pranzo – tra i ministri Pier Carlo Padoan e Andrea Orlando, i vice Luigi Casero ed Enrico Costa, più il ministro per i rapporti con il Parlamento, Maria Elena Boschi – ha chiuso ieri la partita sull’autoriciclaggio, aprendo finalmente la strada all’ultimo miglio della legge sul rientro dei capitali.
Come anticipato sull’edizione di ieri, la nuova fattispecie di reato prevede due livelli di punibilità, entrambi molto più bassi di quello previsto per il riciclaggio. Il riciclatore in proprio di proventi illeciti rischierà una condanna tra 2 e 8 anni e una multa tra 5mila e 25mila euro (invece dei 14 anni del riciclatore “professionista”), pena che scende però tra 1 e 4 anni se il reato originario/presupposto è punito con sanzione edittale inferiore a 5 anni di carcere (per esempio i reati dichiarativi fiscali e l’abuso d’ufficio, non però le frodi fiscali che scontano una pena più pesante).
Se questo è l’esito della mediazione tra i due ministeri – originariamente l’ipotesi dei tecnici di via Arenula non prevedeva la punibilità in presenza di reati presupposto meno gravi –, la Giustizia l’ha spuntata sul mantenimento della parola «impiego» tra i comportamenti che daranno origine all’autoriciclaggio nel testo del nuovo articolo 648–ter1. Il problema, ravvisato da più parti, era infatti solo quello di tenere fuori dalla norma l’autoreimpiego, cioè «l’utilizzazione o il godimento personale» delle somme illecite, che rappresentano un mero post-factum del reato originario e come tale non punibile per il divieto del ne bis in idem, cioè della doppia condanna sul medesimo fatto–reato. Questo obiettivo è stato raggiunto nel comma 3 dell’articolo, con una previsione specifica sull’autoreimpiego: pertanto si è ritenuto che l’«impiego» del comma 1 è da considerare un comportamento strutturalmente diverso, non equivoco e che non dovrebbe creare soverchi problemi interpretativi in sede di applicazione processuale.
Per il resto, il nuovo 648–ter1 riprende alla lettera la formulazione fatta in estate dalla Commissione Finanze della Camera, prevedendo un aumento di pena se l’autoriciclaggio è commesso nell’esercizio di un’attività professionale, mentre il comportamento pienamente leale e collaborativo dell’indagato comporterà una diminuzione fino alla metà della sanzione penale. Inoltre, il denaro e i beni proventi o profitto dell’autoriciclaggio ricadranno nelle ipotesi di confisca, anche per equivalente.
Chiuso il capitolo «autoriciclaggio», la proposta di legge sulla voluntary disclosure è pronta e compiuta. A questo punto il passaggio alla Camera – calendarizzato per venerdì 10 e martedì 14 ottobre, anche con prosecuzione notturna – è da considerare cruciale, considerata la concomitanza della legge di bilancio. La tentazione del governo, come testimonia la presenza al summit di ieri mattina del ministro Boschi, è di migrare l’intera partita dentro la legge di stabilità, veicolo privilegiato perché “affidabile” e veloce. Le perplessità, emerse sempre ieri mattina, sono solo di ordine tecnico/giuridico, per la presenza nella legge sul rientro di disposizioni di carattere penale. Se questo scoglio si dimostrasse insuperabile o troppo rischioso da affrontare, è già pronto un piano B: un nuovo decreto legge, replica aggiornata del Dl Letta 4/2014. Con un’ulteriore e seria controindicazione: l’ingorgo parlamentare di fine anno.

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Il progetto di fusione tra Fiat-Chrysler (Fca) e Peugeot-Citroën (Psa) si appresta a superare uno d...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Davanti alle piazze infiammate dal rancore e dalla paura, davanti al Paese che non ha capito la ragi...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Erogazioni in crescita l’anno prossimo per Compagnia di San Paolo, nonostante lo stop alla distrib...

Oggi sulla stampa