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Autoriciclaggio al rialzo

Autoriciclaggio ancora da definire. E rispunta l’ipotesi autoreimpiego. In base a quanto risulta a ItaliaOggi, infatti, nel corso dei lavori in Commissione giustizia al senato, l’intenzione è quella di riuscire a coniugare l’ipotesi di riciclaggio, autoriciclaggio e autoreimpiego all’interno di un’unica fattispecie di reato, ovvero il nuovo articolo 648-bis. Scadeva, infatti, ieri il termine per la presentazione di ulteriori proposte di modifica non solo al testo dell ddl anticorruzione, ma anche alla proposta emendativa presentata dall’esecutivo nei giorni scorsi (si veda ItaliaOggi del 27, 28 e 29 maggio 2014). Il testo presentato, però, sembra non essere un punto di arrivo ma solo un base di partenza da integrare con il lavoro in Commissione. Se, infatti, c’è stata convergenza sul fronte della quantificazione sia della pena pecuniaria sia della reclusione, resta ancora il dubbio circa la possibilità di ampliare le ipotesi di reato ai casi di autoreimpiego. Quest’ultima ipotesi, infatti, comporterebbe la possibilità di perseguire anche chi utilizza i proventi derivanti da attività illecite per fini strettamente personali e non solo per attività economiche e finanziarie. Se questa ipotesi dovesse trovare applicazione, pur con tutti gli accorgimenti del caso, la relazione che si verrebbe a creare con i controlli fiscali sarebbe ancora più stringente. Anche il redditometro, infatti, potrebbe essere uno strumento utile per accendere una spia di allarme nei confronti del contribuente. Resta da vedere, però, se effettivamente l’autoreimpiego dovesse trovare spazio all’interno della norma, se e in che modo, verrà scongiurato il rischio di incorrere in fenomeni di doppia punibilità. A oggi resta il fatto che la formulazione attuale della disposizione esclude questa ipotesi concentrandosi solo ed esclusivamente sull’utilizzo dei proventi per finalità economiche e finanziarie. A conferma di questo, anche il fatto che il terzo comma del nuovo art. 648-bis, così come strutturato dal governo, prevede che «la pena è aumentata quando il fatto è commesso nell’esercizio di una attività bancaria, finanziaria o di altra attività professionale, nonché nell’ufficio di amministratore, sindaco, liquidatore, ovvero in ogni altro ruolo con potere di rappresentanza».

Il nodo inizierà a sciogliersi a partire da martedì 3 giugno, dato in cui inizieranno le votazioni agli emendamenti in tempo per portare il testo in Aula a palazzo Madama entro il 10 giugno.

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