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Autoriciclaggio a vuoto

Autoriciclaggio a rischio naufragio. Le sorti della nuova disposizione penale sono, infatti, strettamente connesse a quelle del ddl anticorruzione al vaglio della Commissione giustizia del senato (si veda ItaliaOggi del 26 e 28 maggio e 4 giugno 2014). A porre un freno a un iter che sembrava avviato, anche e soprattutto a seguito della presentazione da parte del governo di un emendamento ad hoc per riscrivere l’art. 648-bis del codice penale, l’annuncio da parte dell’esecutivo della presentazione di un ddl organico in tema di prescrizione.

Tema, quest’ultimo, affrontato all’interno del ddl n. 19 solo relativamente ai reati contro la pubblica amministrazione. La palla passa ora alla Conferenza dei capigruppo di palazzo Madama a cui spetta la decisione di sospendere o meno i lavori. A oggi, infatti, la discussione generale sul testo in Aula è calendarizzata per metà della settimana prossima e solo tramite l’eliminazione dal calendario dell’Assemblea i lavori al ddl possono essere interrotti. Ieri, però, a conclusione della riunione della Conferenza dei capigruppo, nessuna decisione è stata presa anche se, in base a quanto risulta a ItaliaOggi, l’orientamento prevalente è quello di interrompere i lavori e aspettare la proposta del governo. Testo, quest’ultimo, che però non vedrà la luce almeno per le prossime tre settimane, per stessa ammissione dell’esecutivo. Al di là del fattore tempo, però, l’attesa delle proposta del governo porterebbe comunque in salvo la parte di ddl che andava a colpire l’anticorruzione, con particolare attenzione ai reati contro la pubblica amministrazione. A rischiare il naufragio, invece, sarebbero le disposizioni in materia di autoriciclaggio e falso in bilancio. Naufragio a seguito del quale tornerebbero in ballo due strade che sembravano essere state abbandonate dopo la presentazione della proposta di modifica da parte del governo. La prima via ricalcherebbe quanto annunciato dal ministro della giustizia Andrea Orlando all’inizio di maggio in merito all’arrivo di un ddl in tema di autoriciclaggio direttamente da parte dell’esecutivo. La seconda strada, accantonata e ricomparsa a più riprese, comporterebbe l’introduzione della fattispecie di autoriciclaggio all’interno del ddl sul rientro dei capitali al vaglio della Commissione finanze della camera. Soluzione, quest’ultima, già proposta e poi accantona a fine 2013 dall’allora governo Letta. Accantonamento sostenuto soprattutto dal malcontento espresso dai tecnici del mestiere che avevano espresso la loro contrarietà al fatto che una materia di rilevanza penale non fosse sottoposta al vaglio delle Commissioni giustizia. L’autoriciclaggio rischia, quindi, di tornare a essere senza fissa dimora. E non è escluso che una delle ragioni alla base del tergiversare dei lavori in II Commissione al senato sia la mancanza di accordo su due profili. Il primo, riguardante l’introduzione o meno dell’autoreimpiego all’interno della fattispecie. Ipotesi non prevista dall’emendamento del governo ma fortemente voluta da alcuni componenti della Commissione. Il secondo profilo invece riguarda l’inasprimento delle pene e la dilatazione dei tempi di prescrizione per i reati contro la pubblica amministrazione. Non da tutti i componenti della Commissione, infatti, è stata vista di buon occhio l’intenzione di intervenire sui reati contro la p.a. agendo solo ed esclusivamente sugli aspetti di inasprimento delle pene da un lato e di ampliamento dei termini di prescrizione dall’altro.

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